La corsa dei brand per differenziarsi

Basta con gli alberghi dal lusso omologato, ma anche con gli ostelli poveri e spartani. Se lusso dev’essere che sia unico e differente, se il target è il backpacker che ci sia almeno un divano colorato e una colazione all you can eat. In poche parole, gli hotel developer inseguono l’esigenza dei viaggiatori “in cerca di una storia da raccontare”, vivere e postare, per rinnovare insegne e coniare brand nuovi, ascrivibili all’ampio concetto di lifestyle. Dalle affermate catene a quelle emergenti è corsa a lanciare marchi rivolti a target generazionali specifici oppure segmenti di clientela circoscrivibili in una fascia di budget. Tutti sono accomunati dal mantra valido per qualsiasi compartimento di prezzo e che riflette i cambiamenti della comunicazione digitale: devono scaturire quello storytelling nel quale il viaggiatore si riconosce. A Tourism Investment, Hyatt ha presentato il suo ultimo lancio in un portafoglio di dieci insegne: The Unbound Collection, collocamento altissimo, full service, dieci strutture uniche e per albergatori indipendenti. I marchi competitor sono Curio di Hilton, Autograph di Marriott e The Luxury collection di Starwood. Il nome “unbound” significa “slegato”, ad intendere libero dalle formalità del lusso, concetto che declinato nelle destinazioni risulta difficile da mantenere, si pensi all’hotel Du Louvre a Parigi, struttura delle quattro europee. Tra i gruppi nuovi si è messo in evidenza Ruby Hotels, di Monaco di Baviera, con un posizionamento definito ‘lean luxury’, cioè un comfort rilassato.
Nasce a West Hollywood, distretto trendy e vivace di Los Angeles, tra Hollywood e Beverly Hills, Standard international che ha scelto di fare della nightlife e del divertimento il suo tratto distintivo. Oltre alla città californiana degli angeli, ha strutture a New York e Miami e comincia oggi l’espansione internazionale. Anche Milano è entrata in pipeline. Completamente disruptive rispetto a quanto abbiamo letto fin qui è Wombat’s, marchio della catena di 5 ostelli di città City hostels, che con arredi iconici e atmosfere conviviali seguono il trend attualissimo dell’hospitality informale, a buon prezzo e tanta condivisione degli spazi. Apre l’anno prossimo a  Venezia Mestre.
Infine, nel settore dei resort, Melià International si appresta a ricollocare il marchio midscale Sol Melià con progetti nel Sud Italia, dove sta attualmente individuando le destinazioni ideali per debuttare con una struttura al mare rivolta al segmento famiglia.
Nel lifestyle, la catena guidata in Italia da Palmiro Noschese si distingue a Milano con Me Il Duca in piazza della Repubblica. Il brand ha compiuto dieci anni e rappresenta l’immagine giovane e alla moda della società maiorchina. 

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