Astoi scende in campo con la campagna di sistema

Cosa succede quando il consumatore finale non ha le idee chiare su alcuni ruoli della filiera e l’immaginario collettivo, a fronte di una pluralità di attori, ha una visione confusa su chi sia il tour operator? Accade che si parte dalle basi, che si agisce chiarendo ruoli ed azioni. E’ quello che ha fatto Astoi Confindustria Viaggi, scendendo in campo con una campagna di comunicazione di sistema. Annunciata qualche mese fa, ora è realtà. Ha un hashtag (#seigiainvacanzaquando), un piano media di investimento (per il 2018 tv, carta stampata e canale digitale), un video (girato in tre location Aeroporto Torino Caselle, Agenzia Paesaggialtrove di Monza, Hotel Meliá Milano), un budget (1 milione di euro per i prossimi due anni, con un’opzione per un terzo anno), un messaggio ed un obiettivo molto chiari.

La genesi
Chi è il tour operator? Cosa fa? “Crea prodotto, va in giro per il mondo a cercarlo – afferma Nardo Filippetti, presidente Astoi -. Il problema è far capire il nostro reale valore. Con l’arrivo delle Ota che vendevano al cliente finale c’è stato un crescendo continuo, ma non è stato fatto molto verso questa crescita esponenziale – riconosce il manager -. Quando però si è stravolto il sistema del mercato, con la morte anche di alcuni t.o, ci siamo chiesti perché fosse successo. In quel momento non siamo stati capaci di dire quale fosse il nostro valore aggiunto, sebbene già allora volessimo fare una campagna forte da condividere con il canale agenziale, ma in Italia non è facile fare sistema, non abbiamo trovato le risorse adeguate ed abbiamo fatto da soli, anche se con meno budget. Speriamo che nel proseguo possa affiancarsi a noi la distribuzione organizzata”. Ora è tutto chiaro, il messaggio da veicolare punta sul valore aggiunto garantito dalla figura del t.o: “Gira il mondo per testare la validità e qualità del prodotto per un certo target di clientela per immetterlo sul mercato”, unitamente alle garanzie, ai servizi, all’assistenza fornita. Il tutto in risposta ad un consumatore finale più maturo, che dimostra di non essere più solo interessato al prezzo, ma che ricerca anche garanzie e servizi. “Per anni si è rincorso il prezzo, ora siamo giunti alla convinzione che il punto non è essere più convenienti di una banca letti, ma raccontare le diversità che esistono, tra un servizio offerto dalla filiera organizzata e uno offerto da un portale, creando così un legame tra quello che fa il t.o. e l’adv sul territorio”, fa presente Pier Ezhaya, vicepresidente Astoi. Soprattutto ora, momento in cui t.o. e adv devono adeguarsi su più fronti in relazione alla normativa europea, a maggior ragione si sente l’esigenza di far sapere al cliente finale lo stato dell’arte del trade.
“La campagna non è contro nessuno, ma vuole comunicare i nostri valori”, ci tiene a precisare Filippetti, che lancia il suo invito ad altri compagni di viaggio della filiera. “Cerchiamo chi vuole fare co-branding con noi. Già una volta ci abbiamo provato, se ci riuscissimo sarebbe un grande successo”. E l’invito è volto alla distribuzione organizza-ta, perché possa essere parte della partita. E’ la prima volta che una associazione realizza una campagna di sistema, e-stendendo i benefici all’intera filiera, puntando sul valore dell’acquisto in agenzia.
Una delle tre location scelte per girare il video è una adv, se sarà brava a giocarsi questa carta, sicuramente potrà trarre valore e visibilità da questa esperienza.             

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