Turismo termale: Coter registra 280mila arrivi nei centri dell’Emilia Romagna
È un comparto che oggi vale 85 milioni di euro e si arriva a 700 milioni se si calcola anche l’indotto. Il turismo termale gode di ottima salute in Italia e in particolare in Emilia Romagna. “Nel 2017 sono stati complessivamente 280mila gli arrivi in Emilia Romagna. –spiega Lino Gilioli, direttore di Coter – Consorzio termale dell’Emilia Romagna- Di questi, 210mila per cure termali, 53mila per trattamenti benessere, 15mila per la riabilitazione, 12mila poi le presenze di bambini fino ai 12 anni a dimostrazione di un crescente interesse per il termalismo pediatrico”.
 
Sono quattro le macro aree, nella regione, in cui si concentrano gli arrivi nei 24 centri termali presenti sul territorio. Primeggia l’area balneare con 85mila presenze, a seguire la zona centrale con 70mila, il territorio del parmense con 65mila e la prpovincia forlivese con 58mila. “È un trend costante quello che caratterizza il turismo termale, ma che ogni anno segna piccoli incrementi.–prosegue Gilioli- Ultimamente, ad esempio, stiamo mettendo a punto iniziative relative al welfare aziendale”.
 
L’offerta turistica termale dell’Emilia Romagna è il risultato di una stretta collaborazione tra pubblico e privato. “Sono stati stanziati 600mila euro di finanziamento per la promo commercializzazione delle strutture. –fa sapere Andrea Corsini, assessore regionale al turismo– Sempre più si stanno affermando come un prodotto caratterizzante della nostra proposta sui vari mercati nazionali e internazionali. Ormai si può parlare di una vera e propria Wellness Valley presente nella nostra regione, con operatori turistici che propongono sul mercato prodotti e pacchetti specifici”. Intanto, il 23 giugno, 17 centri termali dell’Emilia Romagna aderiranno alla settima edizione della Notte Celeste. Un evento con un ricco calendario di
iniziative che l’anno scorso ha coinvolto oltre 70mila persone. s.f.
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