Geo sprona gli agenti al CambiaMente

Rilanciare la sfida nel segno del cambiamento e della tecnologia. E’ stato questo il focus della convention nazionale di Geo Travel Network, che fin dallo slogan ha invitato le sue 1.797 adv sul territorio nazionale (delle quali 1.222 Geo e 575 dei network partner)  al “CambiaMente”. L’ad Luca Caraffini non ha mancato di sottolineare fin dall’apertura come “le adv ancora oggi non gestiscono al meglio i dati dei clienti, che invece – come è noto – costituiscono il vero petrolio dei nostri tempi”.

Vendere via Facebook? Si può
E’ per questo che Geo Travel Network ha approntato – tra gli altri – uno strumento inedito: “Un sistema di post su Facebook sulle destinazioni, preconfezionati da noi e personalizzabili dalle singole adv, ideati per portare in due click alla teleprenotazione e alla chiusura della pratica. L’agenzia deve essere messa in grado di prevenire la domanda del cliente”. Uno strumento di e-commerce ideato dal network – che a fine 2018 conta di arrivare a 1.850 adv – per velocizzare le pratiche e che si affianca ad altri più sperimentati come “l’app, la chat live, il cerca proposte e una newsletter cliccabile e personalizzabile dalla singola agenzia”.
Anche il direttore commerciale Dante Colitta ha spronato gli adv a guardare al futuro in modo positivo: “Le adv di domani saranno molto diverse da quelle di oggi. E se le direttive europee, le normative via via più stringenti e le continue innovazioni tecnologiche potrebbero apparire come ostacoli messi lì apposta per demotivare, credo invece che costituiscano opportunità per distinguersi dagli improvvisati e dagli abusivi”.  E se l’utilizzo a pieno regime del Crm risulta ancora un impegno troppo gravoso per molti agenti, Colitta ha rassicurato: “La tecnologia desta sempre preoccupazione. Anche anni fa, all’arrivo del primo gestionale in agenzia, a molti sembrava uno strumento ostico: oggi, se a un agente togli i Gds, non lavora più”.
“Introdurremo entro l'anno uno strumento rivoluzionario in adv – ha spiegato dal palco il senior vice president worldwide sales di Costa Crociere Massimo Brancaleoni – incentrato sul geo-marketing. Mapperemo il territorio italiano sulla base delle unità censuarie, ciascuna costituita da 67 famiglie, e incroceremo miliardi di dati ricavati da fonti come Istat, Camere di commercio, transazioni di carte di credito”.
Da questo minuzioso lavoro “otterremo una vera e propria mappa delle opportunità di trade intorno alle singole adv, sulla base delle esigenze e delle caratteristiche delle persone che vivono in quella specifica zona. Poi, sulla base di questo lavoro, coinvestiremo con le agenzie di viaggio sul creare eventi nel punto vendita o sui social, per creare domanda insieme”.

Alpitour tra Eden e nuovi eden
Per parte sua Pier Ezhaya, direttore tour operating del Gruppo Alpitour, pur restando molto abbottonato sulla questione del merge Alpitour-Eden, ha spiegato che l’accordo “costituirà certamente una straordinaria occasione per le adv”, sottolineando che “dell'operazione hanno parlato tutti, tranne noi. Mi è spiaciuto – ha continuato il manager – vedere come tutto sia stato riportato verso il basso: il monopolio, l'arroganza… Quando invece  la nostra è un'operazione pensata per rinforzarsi su un mercato europeo fatto di giganti come Tui. Vogliamo costituire un player forte che si gioca le sue carte anche nei campionati esteri”. Per tranquillizzare ulteriormente il pubblico degli agenti, Ezhaya ha utilizzato una metafora già nelle sue corde: "Il fornaio non uccide il panettiere: la distribuzione può stare tranquilla”.
In ultimo, il manager ha spiegato che il progetto “francese” sta andando secondo i piani “ma è ancora in fase di lancio, in 3 anni fatturerà 120 milioni di euro” e che Alpitour “sta immaginando nuove destinazioni, come l’Albania e le isole Comore: arrivare per primi su una destinazione dà vantaggi straordinari ma c’è bisogno di almeno 5 anni perché maturi”.                             .

 

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