Progetto ambizioso per Trame d’Italia

Una piattaforma interattiva di vendita di itinerari: questo potrebbe essere in sintesi il progetto di Trame d’Italia, ma la visione è molto più ampia. “Vorremmo attrarre i viaggiatori di tutto il mondo alla scoperta di percorsi esperienziali e culturali in territori meno noti del nostro Paese – racconta Antonia Pasqua Recchia, presidente di Trame d’Italia -. Non si tratta solo di un nuovo portale, ma di qualcosa di inesistente fino ad oggi – continua la presidente – è un progetto di rete che valorizza il patrimonio in modo virtuoso, creando un turismo lento e generando occupazione". L’origine del progetto era connotata nella Fondazione Italiana Accenture, come ha spiegato il presidente, Diego Visconti “ma poi è diventato qualcosa di molto più grande che necessitava di vita indipendente, così è nato il portale, ma soprattutto le illustri partnership odierne”. Tra i soci fondatori dell’iniziativa troviamo, infatti, l’Associazione Dimore Storiche Italiane, Cgm, Confcoperative, Musement, Valica, con il supporto di Fai, Fondazione Cariplo, Google, Touring Club e Ubi Banca. “Il punto centrale di questa idea è valorizzare il patrimonio culturale diffuso attraverso itinerari culturali con temi di sviluppo e sostenibilità economica”, afferma Daniele Rossi, a.d. di Trame d'Italia. Questo avviene sul portale che stimola il ragionamento di chi vi approda attraverso storytelling e edutainment. In seguito, ingaggiato il viaggiatore, si tende a fargli fare esperienze di conoscenza diretta di persone nel territorio (artigiani, storici, specialisti). Altra caratteristica è quella di rendere accessibili luoghi che di solito non lo sono: edifici storici, castelli, case private. Infine Trame d’Italia consente anche esperienze attive: piccole scuole di cucina, di ceramica, degustazioni di vini.    Il progetto è anche veicolo di nuova occupazione: nei territori verranno formati circa 7500 addetti e saranno assunte almeno 3 persone in ogni Trama, con previsione di 170 assunzioni dirette nei primi 5 anni. “I primi territori che oggi popolano la piattaforma sono la Lunigiana, il Monferrato e la Brianza, e a breve si aggiungeranno Matera, la Valle Camonica, la Bergamasca, la terra dei Gonzaga, il Cuneese e, nel  Sud d'Italia itinerari legati ai beni confiscati alla mafia". Plaude al progetto anche il direttore Turismo del Mibact, Francesco Palumbo: “E’ in linea con il piano strategico del turismo proprio perché dai grandi attrattori del turismo sposta i viaggiatori sull'Italia meno visitata, ma non per questo meno bella". Dal punto di vista della distribuzione, piattaforme come Musement, e gruppi come Valica, Touring Club Italiano diventano utili sostenitori sia per utenti unici che accesso diretto a musei e servizi. “Ancora non abbiamo avviato accordi con i grandi tour operator, ma è nei nostri progetti” dice l’a.d. “Tuttavia localmente è molto facile che la trama operi in simbiosi con i piccoli t.o. per realizzare l’itinerario al meglio coinvolgendo l’economia territoriale”.           

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