Tamburi: “Alpitour, uno dei più grandi operatori turistici d’Europa”

"L’anno è cominciato benissimo, le nostre partecipate stanno andando meglio anche del 2017 che già era da record. Crescono fatturato e margini. Quanto a noi, parla la nostra trimestrale con utili netti da 27 milioni", in crescita del 42%. Si esprime così Giovanni Tamburi, presidente e a.d. della Tamburi Investment Partners, dalle colonne de La Stampa in una lunga intervista. La sua holding ha messo a segno un rendimento totale di oltre il 300%, il titolo è salito del 277,6%.

Tamburi non si mostra preoccupato e non pensa che il nuovo governo possa ingenerare "caos sul mercato". "Non direi – afferma al giornalista -. Nel breve periodo la politica non conta quasi niente. Nel medio termine vedremo come si muoverà il governo. Ma tra le nostre partecipate gli ordini continuano ad essere buoni. La politica non mi sembra un tema". 

Il segreto del suo successo? Può risiedere forse nell'avere "un’impostazione imprenditoriale, per certi aspetti amichevole, non da fondo o da istituzione finanziaria paludata". L'esempio che fa è l'ingresso in iGuzzini, avvenuto "con una piccola quota, come se fossimo stati una sorta di sesto fratello. Pian piano li abbiamo aiutati a risolvere tutti i problemi in famiglia. Siamo diventati il singolo socio più grande e una sorta di fratello maggiore per tutti, anche grazie al fatto che siamo stati molto flessibili, molto aperti", dichiara il manager nel corso dell'intervista.

Tamburi spiega anche che "il fatto di essere una holding consente di avere una capacità di manovra e una fluidità di rapporti molto buoni. Un fondo ha il periodo di investimento, il periodo di disinvestimento, commissioni parametrate a tutto questo: naturale che debba essere più rigido". 

Intanto per il futuro rivela di avere "molte idee. Tra grandi e medi investimenti, ne stiamo valutando concretamente sette, adesso. In realtà abbiamo allargato il nostro campo d’azione".
Afferma di aver costituito la holding Asset Italia, "un club deal dove abbiamo riunito una trentina di family office che, senza averne l’obbligo, hanno la possibilità di partecipare agli investimenti. Abbiamo raccolto 550 milioni, poi ci siamo fermati; in quest’ambito abbiamo fatto le operazioni su Amplifon (circa 50 milioni) e le due su Alpitour (120 e 80 milioni)".

Tra le sue strade da seguire c'è anche quella che porta alle startup, "ma qui, non avendo ancora sufficiente esperienza, abbiamo costituito una società nostra al 100%, StarTip", dotata di un centinaio di milioni di euro. 

Tamburi, e non poteva essere altrimenti, sta guardando anche "al mondo dell’innovazione e del digitale". Alla domanda dove voglia portare Tip? Il manager risponde: "A coniugare il ritorno economico, che oggi per i nostri azionisti è pari al 60% l’anno, con il ritorno sociale".

Poi si sofferma sul suo ultimo acquisto, Alpitour. "La stiamo portando a entrare in contatto con nuovi clienti, nuove piattaforme. In questo modo, grazie al nostro impegno, potrà intercettare nuovo fatturato e consolidare nei prossimi anni il ruolo di uno dei più grandi operatori turistici d’Europa".

Non solo, "potrà essere un catalizzatore per gli afflussi turistici nel nostro Paese, obiettivo che l’Italia persegue da sempre senza successo. Alpitour ha Neos – prosegue Tamburi – che è la compagnia charter più grande e moderna d’Italia: abbiamo comprato 4 Boeing 787 Dreamliner. Facciamo investimenti importanti per ottenere buoni ritorni, aiutando le imprese a crescere di più e meglio in un Paese che spesso tende a bistrattare se stesso".

In ultima battuta dichiara di non essere mai stato fissato con i numeri. "Noi preferiamo continuare a seguire da vicino le aziende in cui investiamo, che visito regolarmente. Perché l’importante è cercare di capire, interpretare le esigenze di tutti, saper aggiustare il tiro". E forse il suo segreto è proprio questo. 

 

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