Iata: “Aeroporti ai privati? Meglio il pubblico”

Cautela nella privatizzazione degli aeroporti e maggiore focus sui benefici derivanti dagli investimenti pubblici sull'adeguamento delle infrastrutture. E’ questa la richiesta che arriva ai governi di tutto il mondo da Iata, che con una risoluzione votata nel corso del suo General Meeting di Sidney ha sollecitato i paesi a dare priorità ai benefici sul medio e lungo periodo derivanti dagli investimenti statali sulle infrastrutture rispetto ai guadagni a breve termine che spesso caratterizzano l'azione dei privati, per loro natura orientati ad un ritorno degli investimenti più rapido.

E’ sbagliato pensare che il settore private abbia sempre tutte le risposte – ha spiegato Alexandre de Juniac, direttore generale e ceo di Iata – e invece assistiamo a una crisi infrastrutturale che sta portando tutti i governi a rivolgersi ad esso per aumentare la capacità degli aeroporti. Le nostre ricerche hanno dimostrato che gli aeroporti che in qualche misura vengono privatizzati – che sono il 14% del totale globale – sono più costosi e non apportano alcun beneficio in termini di efficienza e di livello di investimenti, al contrario di quello che accade per le compagnie aeree, comparto nel quale la privatizzazione ha significato una competitività che ha dato vantaggi ai consumatori”.

Il ceo di Iata ha inoltre fatto notare come 5 tra i primi 6 aeroporti del mondo siano in mani pubbliche. Nel frattempo, il meeting di Sidney è stato l’occasione per Iata di eleggere il presidente del Board of Governors, nella persona del ceo del gruppo Qatar Airways
Akbar Al Baker
. Il manager resterà in carica per un anno 

Tags: , ,

Potrebbe interessarti