Il Grand Hotel di Rimini compie 110 anni

Set del grande cinema italiano, “landmark” della città di Rimini, infine albergo: il Grand Hotel della città romagnola festeggia i 110 anni e dà il via ai festeggiamenti per raccontare una storia di ospitalità incarnata nella destinazione stessa.

“Abbiamo realizzato un sogno quando lo abbiamo acquisito, dieci anni fa – esordisce la ceo di Batani Select Hotels, Paola Batani -, comprendendo subito che non era solo un albergo, ma un monumento che porta con sé molte storie: l’atmosfera felliniana, la storia della città balneare, gli ospiti illustri nelle epoche”.

Per festeggiarlo, è stato presentato ieri a Milano il calendario degli appuntamenti. Si comincia il 26 giugno con l’apertura della terrazza che è diventata luogo d’incontro per turisti e cittadini. Dieci chef da tutto il mondo inaugureranno il buffet nel déhor del film “Amarcord” del 1973 che ha reso il Grand Hotel famoso nel mondo. Il mese dell’anniversario è però luglio con cene di gala e altri appuntamenti,  che s’innestano sulla Notte Rosa, il 6 luglio. Da giovedì 5 luglio sarà visitabile l’esposizione allestita nella sala “Tonino Guerra” dal titolo “110 anni di storie di viaggi”, un percorso nei suoi saloni liberty. Il 3 luglio si tiene la presentazione del libro “Grand Hotel: Rimini, il mito. Dall’Ostenda d’Italia al simbolo dell’hôtellerie futura” curato da Letizia Magnani ed edito da Minerva edizioni.

Cultura dell’ospitalità

“La città sta molto cambiando, abbiamo in corso progetti di restyling urbano che ne cambieranno il volto e il Grand Hotel è parte di questa volontà di fare di Rimini una città d’arte oltre che di mare – osserva il sindaco, Andrea Gnassi -. E’ per noi un simbolo, un luogo di cultura che racconta oltre un secolo di storia italiana e di turismo. E’ come un viaggio, dagli esordi dei ‘bagni di mare’ curativi all’oggi delle significative trasformazioni che stiamo portando avanti”. Rimini, tra i diversi progetti, cambierà completamente il lungomare, trasformandolo in un parco pedonale. Per Andrea Corsini, assessore al turismo dell’Emilia Romagna, la storia dell’albergo diventato monumento nazionale nel 1994 è un fregio per la Regione e rappresenta la capacità d’innovare delle imprese: “Il turismo emiliano-romagnolo è innovazione sulla quale s’inserisce il bene immateriale della cultura dell’ospitalità – argomenta -. Ospitiamo al Grand Hotel diverse delegazioni durante l’anno e ogni volta che entriamo nei suoi saloni ci batte il cuore e sale l’emozione”.

La storia

Costruito nel 1908 da Smara, società che il Comune chiamò per realizzare “il turismo della distinzione”, è stato disegnato dall’architetto svizzero di origini uruguayane Paolo Somazzi. Federico Fellini l’ha trasformato in un mito globale con la pellicola Amarcord, scegliendolo come protagonista dell’intero film e chiamandolo la “vecchia Signora”. Sulla terrazza di quell’“astronave bianca”, simbolo del miglior turismo internazionale, i giovani ballano tenendo fra le braccia nessuno. Roberto Benigni nel 1991 l’ha scelto set del suo ironico "Johnny Stecchino", con una celebre scena nella lobby, in cui la protagonista-moglie nella vita, Nicoletta Braschi, recita ricordando l’eterea Giulietta Masina, consorte di Fellini. p.ba.

Nella foto, Paola Batani

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