Adv nella Gdo: format remunerativo, ma oneroso

La presenza di adv all’interno dei centri commerciali o ipermercati non può che essere una scelta consapevole da parte dell’imprenditore-agente di viaggi che intende metterla in pratica. E questo perchè si tratta di un impegno che può essere più oneroso rispetto a quello di una adv su strada, in primis per i costi d’affitto che sono maggiori. Costi che però, a quanto si apprende, sono proporzionati al fatturato che, sulla base di alcuni calcoli, sembra possa essere in media il doppio di quello prodotto da una adv su strada.

Si lavora sette giorni su sette, con orari continui. Servono non meno di 3 risorse se non 4, da qui i costi maggiori da sostenere dettati dal fatto che gli spazi del punto vendita sono più grandi. Chi vuole approcciarsi a questo tipo di format deve partire già con un numero adeguato di personale, ma soprattutto chi ha una adv all’interno dei centri della Gdo è un imprenditore che vuole esserci. Non si pensi che non sia un discorso vantaggioso, tutt’altro, il fatturato ripaga, inoltre, i clienti prospect sono decisamente maggiori, visti i flussi all’interno di supermercati e ipermercati. Vanno però catturati.

La scelta dei network

Alcuni network hanno sposato questo modello di business. Tra gli esempi c'è Robintur Travel Group che, nel nuovo piano industriale, ha deciso di investire in questo format, aggiornandolo rispetto al passato. Con l’inserimento del brand Viaggi Coop ha introdotto un nuovo format con nuovi strumenti a disposizione. Ad oggi sono 40 adv ubicate in tali location, di cui 8 a marchio Viaggi Coop. Anche il Gruppo Bluvacanze porta avanti la politica di aperture nei centri commerciali. Un’eredità del passato che oggi conta 75 punti vendita legati a questo segmento, di cui 67 Bluvacanze e 8 Vivere & Viaggiare. Ad essere un po’ più critico sul format è Frigerio Viaggi Network. Sebbene riconosca che si tratti di un’ubicazione che garantisce visibilità, rileva un tasso di conversione più basso che nelle adv tradizionali e costi di gestione molto elevati.

Paura della concorrenza?

Parallelamente si sta sviluppando anche il fenomeno che vede l'apertura della Gdo al segmento travel. Gli esempi sono molteplici al punto tale che si può parlare di una vera e propria avanzata. Come viene vista dalla distribuzione organizzata l'apertura di supermercati o discount alla vendita di vacanze? E' avvertita come una concorrenza all'acquisto in adv, visto che in alcuni casi viene offerto un pricing che è più favorevole? "A nostro avviso è una formula di vendita diretta che può funzionare solo per certi tipi di prodotto – afferma Paola Frigerio, leisure, marketing & network director del Gruppo Frigerio -, si tratta principalmente di vacanze a basso costo o di prodotti base come hotel/solo soggiorno, destinate a un’utenza medio-bassa. Spesso l’offerta è incompleta, in quanto non include le biglietterie. Sicuramente su questo fronte si crea concorrenza con le agenzie, ma per le altre tipologie di target e di prodotto più complesso l’agenzia di viaggi resta l’interlocutore privilegiato, che non può essere sostituito da un semplice volantino promozionale", fa presente decisa la manager.

Non teme questo fenomeno nemmeno Antimo Russo, direzione vendite e sviluppo network del Gruppo Bluvacanze, osservando che "le adv sono abituate alla multicanalità e quindi a dare valore aggiunto al proprio lavoro".

Dal canto suo Claudio Passuti, direttore generale Robintur Travel Group, fa presente che sul confronto diretto del prezzo sono più vantaggiose le proposte delle adv del network all'interno della Gdo. Nel caso della grande distribuzione che si apre al turismo il manager rileva "una gamma di prodotti più limitata rispetto alla nostra e un periodo di vendita più concentrato. Sono due mercati diversi – afferma Passuti -. Per quanto ci riguarda non ci riteniamo in competizione diretta". Per un approfondimento sull'argomento rimandiamo al numero 1550 di Guida Viaggi del 4 giugno. s.v.                          

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