La Sardegna fa focus sul turismo enogastronomico

Una tre giorni dedicata all’enogastronomia e alle modalità più efficaci  per creare un prodotto turistico strutturato e originale a tema food&wine, valorizzando le eccellenze locali e intercettando nuovi mercati. Sono stati questi i punti cardine del terzo appuntamento con Sardinia Tourism Call 2 Action, l’evento organizzato da Geasar, società di gestione dell’aeroporto di Olbia, e sostenuto dall’assessorato regionale al Turismo, Artigianato e Commercio.

Le regole del gioco
Su quali siano gli step necessari per la creazione di un prodotto turistico strutturato, si è soffermato più volte il coordinatore scientifico del progetto Josep Ejarque, esperto di management destination che, premettendo co-me “il turismo enogastronomico sia un'invenzione tutta italiana”, ha spiegato che “per creare simili prodotti enogastronomici è necessario un cambio di prospettiva: incorporare la domanda nel processo di creazione, porsi dalla parte del cliente e concentrarsi sul perché un turista dovrebbe sceglierci, non in maniera autoreferenziale”. Quanto alla Sardegna, la strutturazione di prodotti e itinerari enogastronomici, secondo Ejarque, “è ancora in itinere: l’isola ha le materie prime e un grande potenziale per creare prodotti food and wine di successo”. L’esperto ha poi ribadito che “occorre adeguarsi e accordarsi ai codici della domanda, creare compatibilità e rispondenza tra essa e l’offerta, essere flessibili, far sì che i turisti siano attori delle esperienze proposte e conservino memoria di quelle esperienze, anche nell’ottica di coinvolgere attraverso i propri clienti – con passaparola, recensioni e social – altri potenziali clienti”. Infine, Ejarque ha ricordato che “food e wine hanno canali di promo-commercializzazione diversi da tutti gli altri segmenti turistici”.

Food&wine in salsa sarda
Per parte loro, le istituzioni dimostrano di credere molto nel turismo enogastronomico che, come spiega l’assessore regionale al Turismo Barbara Argiolas, “è uno dei segmenti strategici per lo sviluppo del nostro modello turistico sostenibile. Il connubio cibo, territorio, cultura e comunità infatti racchiude un’esperienza che si può offrire al viaggiatore che soggiorna in Sardegna ma all’interno di un prodotto strutturato, di qualità e vendibile, che offra una pluralità di proposte innovative ed esperienze autentiche che permettano di entrare in contatto con la nostra identità”. Ma il semplice consumo dei prodotti tipici non basta più: “L’aspirazione – continua Argiolas – è conoscerne origini, processi e modalità di produzione e, attraverso questi, il territorio, le vicende storiche, artistiche e sociali. Per noi l’agroalimentare non è soltanto un’esperienza da offrire al viaggiatore che soggiorna in Sardegna. Il turismo infatti può aiutare a incrementare le esportazioni delle nostre produzioni e avere un impatto sul sistema territoriale, dando per esempio al turista la possibilità di acquistare nel suo paese le specialità che ha conosciuto da noi". La tre giorni dell’evento, che si è inoltre soffermata sul management turistico e sull’analisi del mercato olandese, si è chiusa con un educational tour in Gallura – sempre a tema enogastronomico – che ha coinvolto realtà territoriali di eccellenza come l’agriturismo Lu Branu, il Grand Hotel Poltu Quatu e le tenute Olbios.                            

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