Domanda in flessione su Cuba

Una profonda fiducia nella destinazione, oltre che una inguaribile passione, compensa le diminuzioni d’interesse su Cuba da parte dei viaggiatori italiani. Ad embargo finito e con l’Isla bonita meta delle multinazionali europee ad aprire negozi di brand ambìti, a partire da Calle Obispo all’Avana con i profumi Chanel n°5 che pochi cubani possono permettersi, la domanda di turismo mostra segnali di stanchezza.

Per tenere alta l’attenzione, specialisti come Tour 2000 rinnovano il prodotto con proposte per chi si trattiene pochi giorni. “Registriamo una diminuzione d’interesse, ma crediamo nella destinazione e, anzi, proprio per la minor presenza turistica pensiamo sia il momento ideale per conoscere la vera Cuba con la nostra proverbiale assistenza”, esordisce Marino Pagni, general manager di Tour 2000 America Latina.

“Fino all'anno scorso, la meta ha avuto una crescita esponenziale in quanto tutti dicevano di voler andare ‘prima che tutto cambi’ – continua -. Poi tutto è cambiato, in positivo: adesso si trovano strutture di livello, molte case coloniali sono state ristrutturate e sono diventate deliziosi alberghi. Questo un po' in tutto il Paese. Anche i servizi sono molto migliorati. Abbiamo ampliato e cambiato il nostro ufficio a Cuba ed Ehynar Perez, il responsabile, ha selezionato le migliori guide che utilizziamo per gruppi ed individuali, selezionando ottime "case particular", molto richieste dal mercato italiano”.

Il noleggio auto oggi è possibile con meno difficoltà di un tempo: “La destinazione è sicura, bellissima e consigliabile a qualsiasi tipo di target”, sottolinea Pagni. E’ boom per le crociere: a maggio, il ministro del turismo Manuel Marrero Cruz ha detto che i crocieristi sono stati 500mila e sono attesi in 700mila per fine 2018.

Nel 2017 sono stati cinque milioni i turisti totali, su del 20% dal 2014. p.ba.

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