Gubitosi: “Alitalia è di nuovo in pista, ora le scelte del Governo”

“Ci sono paesi che hanno visto la loro compagnia di bandiera entrare in gruppi più grandi, altri che hanno deciso di mantenerla sotto controllo nazionale. Di certo l’Italia è un mercato appetibile e ora Alitalia rappresenta una grande opportunità. Ma per deciderne il futuro serve una scelta di politica economica”. Chiama in causa il Governo, il commissario di Alitalia Luigi Gubitosi, che in un’intervista al Corriere della Sera ha tracciato le linee guida per il futuro prossimo dell’ex compagnia di bandiera.

Così, mentre non perde quota l’idea della mano pubblica in alternativa ai grandi player europei interessati all'acquisto del vettore, Gubitosi spiega che i commissari attendono “la convocazione” da parte dell’Esecutivo. “Entro il 31 ottobre andrebbe definito il futuro di Alitalia ed è auspicabile rispettare i tempi per completare il rilancio. Perché il commissariamento possa chiudersi nei tempi previsti bisogna impostare adesso il lavoro”.

E se in relazione al lavoro svolto, Gubitosi rivendica che “nel secondo trimestre il margine operativo lordo (Ebitda), l’anno scorso negativo per circa 100 milioni, sarà vicino al pareggio e l’aumento dei ricavi da traffico, trimestre dopo trimestre, conferma che siamo sulla strada giusta”, è lo stesso commissario a rilevare che “per mettere Alitalia in sicurezza vanno fatti interventi strutturali che implicano decisioni sul futuro dell’azienda. Soprattutto in un contesto di elevati prezzi del petrolio”.

E il “famigerato prestito-ponte? “Al 30 giugno ne restano erano 763 milioni, più 103 milioni depositati presso la Iata. È praticamente intatto, ma andiamo verso l’autunno e aumenterà l’utilizzo, anche per questo è importante decidere e fare presto”.

Quanto al futuro prossimo, è tra luci e possibili ombre da evitare: “In questo anno abbiamo apportato molti miglioramenti e il mercato ce lo sta riconoscendo. Chiudiamo il mese di giugno con una crescita dei ricavi da traffico passeggeri del +10,6%, dopo il +7,6% di maggio. Il tasso di riempimento degli aerei è cresciuto. Ma, soprattutto sul lungo raggio, ci stiamo avvicinando alla soglia della massima capacità. Serve innanzitutto un piano di almeno 5 anni, che comprenda investimenti sulla flotta, in particolare sul lungo raggio dove l’Italia è ancora sottoservita. Alitalia ha diverse tipologie di aerei, per i 2/3 in leasing, con costi di esercizio alti che potrebbero essere ridotti sensibilmente, ma per noi commissari è impossibile pianificare investimenti di questo tipo».

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