Se le compagnie aree diventano t.o.

Peakwork, con base a Dusseldorf è una storia di successo iniziata 9 anni fa. Una compagnia tecnologica che crea strumenti per i grandi colossi e che da poco si è espansa anche negli Usa e a Singapore. Collega l'offerta – da dozzine di compagnie aeree, fornitori di pacchetti, hotel, bedbanks, sistemi di distribuzione globale (Gds) e altre fonti – con distributori, tra cui tour operator (come Tui), agenzie di viaggio online (come Trivago), reti (come rete di affiliazione di Expedia), piattaforme di tour e attività (come Get Your Guide) e altri distributori. 

Un anello importante della catena, che collega diverse anime della industry, Peakwork è anche partner dell’offerta turistica delle compagnie aeree come Ryanair e easyJet. Un fronte che è in piena espansione. “E’ un settore che sta crescendo e proprio in queste settimane Easyjet ed Eurowings hanno dichiarato di voler incrementare questa attività di vendita, non solo biglietti dunque ma pacchetti di viaggio che includano il biglietto” ha spiegato Jan Gerlach, ceo Peakwork dal palco di PhocusWright Europe ad Amsterdam, di cui Guida Viaggi è media partner.

Ma come reagiscono i tour operator tradizionali come per esempio Tui? “E’ chiaro che in questo quadro il margine si riduce, perché sia hotel che compagnie aree, che altri soggetti sul mercato, stanno vendendo pacchetti di viaggio. Ma Tui stesso sta diventando supplier, ha acquistato immobili, compagnie di crociera e offre a sua volta i propri servizi ad altri. Alle stesse compagnie aeree, per esempio, che non sanno come fare il tour operator quindi chiedono, e questa è una opportunità per aumentare il margine” ha aggiunto Jan, secondo cui anche il sistema di prenotazioni dovrà sempre di più unificarsi e facilitarsi con pochi click. a.g.

Maggiori dettagli nello speciale in uscita sul prossimo numero di Guida Viaggi

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