Evaneos: “Abbiamo portato i Dmc al cliente finale, ora lanciamo nuovi strumenti”

“La sfida per il tour operating del futuro sarà quella di combinare le conoscenze classiche e l’off line con la tecnologia e i moderni strumenti digitali”. E’ l’opinione di Eric La Bonnardiere, cofondatore e ceo di Evaneos, dal palco di PhocusWright Europe, durante un panel dedicato al tour operating. Nato 9 anni fa, questo operatore mette in collegamento diretto i viaggiatori con i Dmc che sono i tradizionali supplier dei tour operator sul terreno.

“Abbiamo portato i Dmc al mercato b2c- ha detto il manager-: i clienti hanno beneficiato della loro esperienza sul campo, riuscendo a personalizzare molto di più i tour e ad accedere a molti più prodotti. Abbiamo creato per loro diversi strumenti tecnologici, se per esempio pensiamo che un pacchetto medio dura 13 giorni e prevede 24 differenti servizi, è chiara la complessità della proposta e l’importanza delle relazioni personali più che digitali”, ha detto.

Per i propri partner, Evaneos ha creato strumenti di allargamento del business, da un anno per i Dmc è possibile includere non solo voli interni ma anche internazionali nei propri pacchetti. “Abbiamo un team dedicato a potenziare la lista dei Dmc con cui lavoriamo e controllare localmente il livello della qualità, possiamo essere molto esigenti con loro visto che in alcuni casi procuriamo il 30% del loro business”, ha concluso La Bonnardiere. Secondo il manager, il futuro del classico tour operator sarà sempre più sulla nicchia, su servizi altrimenti introvabili da personalizzare, e sulle esperienze che saranno al centro dei viaggi, quasi più delle destinazioni. a.g.

Maggiori dettagli nello speciale Tecnologia sul prossimo numero di Guida Viaggi

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