Enit: l’opera lirica è un veicolo straordinario di promozione

Promuovere l’Italia attraverso la lirica è possibile, e l’Enit non si è lasciata sfuggire questa occasione. A margine della presentazione del 39° Rossini Opera Festival di Pesaro Gianni Bastianelli, direttore Enit, ci racconta le numerose attività dell’Agenzia in questa direzione. “Lo scorso anno abbiamo attivato un accordo con tutti i Festival Musicali Italiani, con particolare attenzione a quelli minori”. Parma, Ravenna e altre città sono spesso presentate all’estero assieme al loro patrimonio musicale, soprattutto quello relativo all’opera lirica.

“La lirica nel mondo fa pensare all’Italia, la maggior parte delle opere sono italiane e non si traducono, così in Giappone, Corea e Usa riconoscono e apprezzano questo tratto di cultura identitaria”. Anche questa nicchia, secondo il direttore, contribuisce a creare un brand molto forte che rende l’Italia leader in Europa per arrivi internazionali di lungo raggio, con il 23% del mercato.

“Vivere all’Italiana, al centro dell’attuale promozione dell’Enit, è un concetto che si esprime nel turismo lento, sostenibile, attento all’enogastronomia, rivolto alla scoperta dei centri minori e della cultura, compresa quella musicale; basti pensare agli arrivi a Verona in concomitanza con l’apertura dell’Arena”.  “I melomani – conclude Bastianelli – sono turisti ad altissima capacità di spesa che programmano le vacanze in base al calendario internazionale dei teatri, inoltre ci sono i fedelissimi di alcuni autori, come Verdi, Puccini, Rossini, e sicuramente ci sono delle aree ancora da sviluppare, ad esempio, la Tosca, nel territorio di Roma, potrebbe essere un attrattore che dà molto di più”. l.s.

Enit: l’opera lirica è un veicolo straordinario di promozione

Promuovere l’Italia attraverso la lirica è possibile, e l’Enit non si è lasciata sfuggire questa occasione. A margine della presentazione del 39° Rossini Opera Festival di Pesaro Gianni Bastianelli, direttore Enit, ci racconta le numerose attività dell’Agenzia in questa direzione. “Lo scorso anno abbiamo attivato un accordo con tutti i Festival Musicali Italiani, con particolare attenzione a quelli minori”. Parma, Ravenna e altre città sono spesso presentate all’estero assieme al loro patrimonio musicale, soprattutto quello relativo all’opera lirica. “La lirica nel mondo fa pensare all’Italia, la maggior parte delle opere sono italiane e non si traducono, così in Giappone, Corea e Usa riconoscono e apprezzano questo tratto di cultura identitaria”.

Anche questa nicchia, secondo il direttore, contribuisce a creare un brand molto forte che rende l’Italia leader in Europa per arrivi internazionali di lungo raggio, con il 23% del mercato. “Vivere all’Italiana, al centro dell’attuale promozione dell’Enit, è un concetto che si esprime nel turismo lento, sostenibile, attento all’enogastronomia, rivolto alla scoperta dei centri minori e della cultura, compresa quella musicale; basti pensare agli arrivi a Verona in concomitanza con l’apertura dell’Arena”.  “I melomani – conclude Bastianelli – sono turisti ad altissima capacità di spesa che programmano le vacanze in base al calendario internazionale dei teatri, inoltre ci sono i fedelissimi di alcuni autori, come Verdi, Puccini, Rossini, e sicuramente ci sono delle aree ancora da sviluppare, ad esempio, la Tosca, nel territorio di Roma, potrebbe essere un attrattore che dà molto di più”. l.s.