Patanè: “La parola d’ordine nel turismo è flessibilità”

“Lo spoil system funziona così ed è l’unico modo per avere sotto controllo tutto il sistema, quindi è giusto che chi governa si trovi nelle aziende statali degli alleati, l’ha fatto questo Governo oggi, ma l’hanno fatto anche tutti gli altri prima di loro, magari i modi… non si manda un sms, occorrerebbe un po’ più di cerimonia per chi ha lavorato con lo Stato”. Così Luca Patanè, presidente di Confturismo, commenta oggi la decisione del ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, di firmare la decadenza del Consiglio di amministrazione di Fsi per un risvolto “etico” dei trasporti facendo sapere, via Facebook, che da ora in poi ci si occuperà un po’ meno di Alta velocità e un po’ più di treni regionali e dei pendolari.

Nonostante il quadro positivo del turismo nell’estate 2018, fotografato dalla ricerca dell’Istituto Piepoli per Confturismo Confcommercio presentata oggi, per il futuro emergono questioni chiave: “I report previsionali degli aeroporti vedono scenari che triplicano i passeggeri nei prossimi anni e dovremmo attrezzarci, perché l’accoglienza e i trasporti interni dovrebbero essere in grado di sostenere questi flussi. L’abbandono dell’Alta Velocità a favore dei trasporti regionali mi sembra invece un eccesso – ci dice Patanè -, va bene collegare le grandi città, ma non va bene per collegare piccoli paesini di 200 abitanti”.

Il presidente sta incentrando anche il lavoro della sua azienda sullo sviluppo del Sud, ma “sempre in un’ottica di una progettualità che abbia un senso. In questo momento stiamo raccontando a tutti che siamo felici e il turismo va bene, ma ci vuole pianificazione, e non basta un piano del turismo, come quello del precedente Governo, se non ci sono soldi a finanziarlo”.

Critico anche sulla promozione turistica: “Enit impegna l’85% delle sue risorse in stipendi, a quanto mi risulta, in un’azienda sarebbe deleterio, c’è qualcosa che non va”.
Quanto al lavoro Patanè è molto preoccupato per il decreto dignità, “i voucher non bastano, sono una piccola vittoria dei sindacati, ma qui chi crea lavoro va premiato non punito, sul decreto per me va apposta una bella croce sopra”. Secondo il presidente la parola d’ordine nel turismo è “flessibilità”.

Critica la posizione anche riguardo al nostro peso in Europa: “Il nostro Paese deve essere più protagonista, la nostra assenza si fa sentire quando si decide su provvedimenti che riguardano le nostre spiagge come la Bolkestein e poi passiamo anni a cercare di arginarli”. Ma se proprio dovesse scegliere, chiedendo al ministro Gian Marco Centinaio un provvedimento immediato, Patanè non ha esitazioni: “un'Iva più competitiva". l.s.

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