EDITORIA - EVENTI - SERVIZI DAL 1972 AL SERVIZIO DEL TURISMO PROFESSIONALE

Lo storico Palazzo Pisani Moretta di Venezia è stato venduto per 40 milioni di euro a un investitore privato di Hong Kong. Si tratta di una compravendita d'indubbio rilievo per uno dei più prestigiosi edifici sul Canal Grande, teatro del celebre “Ballo del Doge” organizzato dalla stilista Antonia Sautter durante il Carnevale e di eventi culturali che hanno animato a lungo la città lagnare.

Affacciato tra il Ponte  di Rialto e Ca’ Foscari, il palazzo è, in origine, appartenuto alla nobile famiglia veneziana dei Bembo, costruito nella seconda metà del 1400, divenuto in seguito proprietà dei Pisani da cui prende il nome. I proprietari più recenti e attuali venditori, i fratelli Maurizio e Gerolama Sammartini, l’hanno rilevato nel 1968 affrontando un imponente restauro, ripristinando le collezioni artistiche e i mobili originali.

Fedele esempio di stile “gotico veneziano fiorito” nella facciata, con interni barocchi e neoclassici risalenti al XVIII secolo, la casa vanta opere di Giambattista Tiepolo, Jacopo Guarana, Gaspare Diziani e Giuseppe Angeli. Tra le meraviglie, uno stupefacente scalone a duplice rampa che porta all’ultimo piano e che fu realizzato per sostituire l’antica scala gotica esterna.

L’advisor immobiliare dei venditori è il milanese Reddy’s Group presieduto da Alberto Maria Lunghini, che ha gestito un’operazione particolarmente complessa.

L’acquirente è un affezionato estimatore delle ville venete, già l’anno scorso ne aveva rilevata una e ha convinto la proprietà con un’offerta e la dichiarazione di volere mantenere l’uso ad abitazione privata. I fratelli Sammartini, infatti, affermano in articoli di stampa che hanno sempre rifiutato “fermamente  e cortesemente” le svariate proposte di acquisizione con finalità di trasformazione in hotellerie.

Ecco che Palazzo Pisani Moretta vorrà sempre ospitare eventi culturali di spessore grazie a un nuovo proprietario “che dimostra interesse, passione e rispetto per Venezia e per la sua cultura”, affermano i Sammartini nella nota diramata pochi giorni fa in seguito all’avvenuta cessione della dimora di famiglia. p.ba.