Cucari: “Non cantiamo vittoria”

“Non possiamo cantare vittoria ovunque”. Così Ettore Cucari, nel definire il trend dell’estate. Il presidente della Fiavet Campania parla di ripresa dei viaggi di gruppo e a data fissa, “perché ci sono fenomeni nuovi, introdotti anche dai social, che usano la tecnica del muoversi in gruppo.  Riprendono anche i viaggi di arte tanto apprezzati da vedovi, divorziati, separati e torna il successo dei tour in pullman”. Per il presidente è fondamentale creare l’opportunità di viaggio e poi saperla trasmettere. “La comunicazione fa parte del nostro mestiere, non solo il grande t.o. ma anche le agenzie devono saper comunicare in ambienti più ristretti”, sottolinea.

Il mare Italia funziona, certo, ma si assiste ad un utilizzo migliore di Croazia, Albania a prezzo basso, oltre ad un forte recupero di Egitto e in parte Tunisia. “In Campania a far bene sono località storiche come Sorrento e Positano che riescono a garantirsi una stagione lunghissima. Ischia oggi sta andando bene e si sta riprendendo dal trauma del terremoto, anche se non riuscirà ad avere la stagione lunga di Sorrento, una durata anomala rispetto a tutti, perché non si tratta di un soggiorno solo mare e l’alto livello degli eventi spinge e sostiene queste località”.

L’enogastronomia, oltre alla tv e ai cortometraggi aiutano la Campania ad attirare flussi turistici. E cosa sta facendo la regione per l’Anno del Cibo? “La Regione Campania – replica Cucari – si muove ma senza progetto, noi non siamo coinvolti come desidereremmo. Oggi bisogna lavorare assieme, istituzioni e imprenditori, per ottenere risultati duraturi. La politica, si sa, ha motivazioni diverse dalle nostre, perché deve accontentare gli elettori e noi scontiamo una carenza di progettualità rispetto a Paesi competitor”.

“La politica – prosegue Cucari – dovrebbe capire che oggi il turismo risponde a criteri industriali, necessita di piani quinquennali. Questo sarebbe il momento propizio per metterli in atto, ma c’è sempre il rischio che passiamo di moda pure noi. Dovremmo anche parlare di più di turismo sostenibile”. l.d.

 

 

 

Tags: ,

Potrebbe interessarti