“Quest’anno supereremo i 175,4 milioni di passeggeri del 2017”, parola di Valentina Lener, direttore generale di Assaeroporti. La crescita a tutto luglio dei 38 aeroporti commerciali italiani mostra un incremento del 5,4%, con una soglia di 105 milioni complessivi, che lascia intendere quanto l’inesorabile avanzamento del trasporto aereo mondiale trovi anche nel Belpaese ampio riscontro. Nel mese di luglio, i segni più importanti sono stati realizzati da Malpensa con 2,5 milioni di pax (+9,9%), seguito da Venezia con oltre 1,2 milioni (+7,6%) e da Napoli, che ha superato la soglia del milione di utenti mensili (+5%). Bene anche Fiumicino, che si conferma il principale player nazionale, con 4,4 milioni (+3,6%) e Catania, che sfiora il milione e centomila (+6,8%). Rimangono stabili Bergamo (1,2 milioni) e Bologna (845mila utenti).
La prospettiva è quella della saturazione se le gestioni non continueranno negli investimenti: “Sono sicura che si stan-no tarando sulle previsioni di crescita – argomenta Lener -, dobbiamo insistere sugli ampliamenti di lunga durata delle infrastrutture”. Connettere gli scali all’alta velocità ferroviaria è certamente una priorità, come anche l’amministratore delegato di Fs Italiane, Gianfranco Battisti, ha messo in chiaro al Forum economico di Cernobbio: “Credo molto nell'integrazione dei trasporti, è fondamentale la messa a sistema di porti, aeroporti e stazioni”. Fare arrivare i treni ad alta velocità e le metropolitane negli scali significherà dare lo slancio più importante degli ultimi dieci anni al miglioramento della mobilità e della qualità delle connessioni. “La nostra mission è far sì che le politiche governative valorizzino il trasporto aereo e l’indotto circostante – continua la direttrice dell’associazione confindustriale -, al fine di intercettare la crescente domanda mondiale sia di passeggeri sia di merci. In questo intento, vogliamo adottare una strategia d’interlocuzione con le istituzioni, che evidenzia quanto il trasporto aereo impatti favorevolmente sullo sviluppo dei territori e quanto è importante che tutti i soggetti della filiera turistica siano coesi nelle azioni”. Il settore realizza il 3,6% del Pil, con 10mila addetti indiretti.

Non più monopoli
naturali, ma in competizione

La priorità per Assaeroporti è fornire un quadro stabile delle gestioni a lunga durata. Con un occhio alla competitività: “Non dimentichiamo che gli aeroporti sono imprese in competizione tra loro ed è interessante osservare in che modo le singole realtà si comportano in uno scenario ampio – continua Lener -. Due studi che abbiamo commissionato ad Aci Europe sulla competitività ci hanno mostrato come Istanbul attragga traffico e si ponga a riferimento del Mediterraneo, un ruolo che potrebbero avere i nostri scali italiani, considerata la posizione geografica ugualmente ottimale”.

Fermento creativo
Se da una parte l’associazione è il principale referente istituzionale, in un dialogo apertissimo con diversi ministeri e organi di Governo, non in ultima l’Agenzia delle Dogane sulla normativa di rimborso tax free che dal primo settembre è soggetto alla fatturazione elettronica, dall’altra riveste il ruolo di osservatore dell’innegabile fermento di idee, che da qualche anno vede gli aeroporti diventare piacevoli luoghi di eventi e di cultura. “Gli aeroporti restano concessionari delle infrastrutture e rispondono alle istituzioni pubbliche, ma l’anima creativa che sta nascendo è un segnale di miglioramento e crescita continua”.
La festa della musica di giugno che ha coinvolto molti scali con concerti, l’impegno nel sociale di Enac a favore dell’autismo, fino alle iniziative “robotiche” e di intelligenza artificiale di Milano, Bologna e Napoli, attrezzati di chatbot per rispondere alle domande frequenti dei passeggeri: queste alcune delle iniziative che trasformano il transito in un momento centrale del viaggio, avvicinando  gli utenti alle imprese aeroportuali, fino a pochi anni fa intese come bracci della pubblica amministrazione poco interessati alla clientela.     

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