L’Acquario di Genova pensa alle vie legali

“Stiamo pensando ad un’azione legale perché ci vengono negati i danni subiti”. A parlare in un’intervista al quotidiano la Repubblica è Beppe Costa, presidente di Costa Edutainment, la società che gestisce l’Acquario di Genova, quello di Cattolica, l’Aquafan di Riccione e con Civita Group si occupa anche dei servizi per grandi musei italiani.

L’Acquario di Genova, in seguito al crollo del ponte cittadino, ha perso il 50% di visitatori, “con ripercussioni sulle casse dello stesso Comune”, aggiunge il manager. Il dimezzamento dei clienti è stato valutato in un milione di euro di perdita in termini di fatturato. “Dal 14 agosto – spiega – siamo passati da 8000 a 4000 visitatori al giorno e con tutte le complicazioni dei collegamenti”.

Intanto la società Costa Edutainment sta raccogliendo, giornalmente, tutti i dati. “Il danno non è solo nostro – avverte Costa – ma anche del Comune di Genova a cui paghiamo un canone, in parte fisso e in parte indicizzato  sul fatturato, poi c’è il tessuto commerciale e turistico della città”. La situazione impatta negativamente su ristoranti e negozi, “per le piccole imprese è un danno enorme”.

Per migliorare il quadro, Costa offre qualche indicazione: “Bisogna potenziare i treni, con Frecciarossa continui e Frecciargento ad uso dei turisti, una mossa che riporterebbe i crocieristi da Savona”. Per rompere il silenzio di Genova, il manager punta su informazione e promozione: “Sui nostri social diamo soprattutto informazioni sulla logistica: come arrivare, dove parcheggiare, ma servono i treni”.

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