Valtur, dagli ex dipendenti un nuovo appello a Di Maio

Gli ex lavoratori di Valtur tornano a far sentire la loro voce. E lo fanno con un appello – il secondo – al ministro del Mise Luigi di Maio. La lettera ripercorre le tappe della vicenda di Valtur spa, ora denominata T.One, che “già di proprietà del Fondo Investindustrial della famiglia Bonomi, è in procedura di concordato liquidatorio dal 12/03/18. La crisi irreversibile e apparentemente inspiegabile nella quale è stata trascinata dalla 'cura' Bonomi ha messo in ginocchio decine di piccoli, medi e grandi fornitori, determinato il licenziamento di tutti i dipendenti della sede milanese di Valtur (circa 150) e lasciato a casa oltre 500 dipendenti stagionali dei villaggi rimasti chiusi questa estate”.

“Della gloriosa Valtur – continua la lettera al vicepremier del Movimento 5 Stelle – è rimasto solo il marchio, messo all'asta ed acquisito, senza ramo d'azienda, per più di 5 milioni di euro. Con la conseguenza di spazzar via occupati e villaggi, garantire unicamente la possibilità ad Investindustrial di incassare liquidità con cui ripianare parte del mostruoso indebitamento accumulato e mettere la nuova proprietà, la Nicolaus Srl, di aggiudicarsi il brand italiano più rappresentativo della villaggistica: una scatola vuota, al momento, priva come è dell'anima, ossia delle persone che hanno reso Valtur celebre nel mondo”.

L’appello si chiede poi come mai “anche alla luce delle operazioni intercorse con Cassa Depositi e Prestiti, sia stato possibile che lo “Stato” non sia riuscito ad evitare il crack aziendale, lasciando così che un’azienda fondata nel 1964 (con partecipazioni statali) simbolo del “made in Italy”, capace di valorizzare nel mondo pezzi del nostro Paese, sia finita in un buco nero”.

I firmatari della lettera si dicono “consapevoli del fatto che la crisi Valtur sia giunta sul suo tavolo e di quello del ministro Centinaio solo a poche settimane dall'insediamento ufficiale del Governo e nel caso di Centinaio, quando ancora il turismo doveva essere trasferito al ministero delle Politiche Agricole ed a nulla sono serviti i vari incontri al Mise come la battaglia a nostro fianco della Filcams/Cgil e le altre sigle sindacali che ci hanno supportato in questo difficile percorso”.

Infine l'appello vero e proprio: “Le chiediamo quindi di non archiviare nei faldoni del suo Ministero la storia di Valtur, fino a qualche mese fa bellissima, sia per noi che l’abbiamo vissuta sia per i milioni di italiani che l’hanno scritta insieme a noi. Una storia che doveva continuare con una stagione estiva promettente alle porte quando, inaspettatamente, è arrivata invece una lettera che indicava: il viaggio finisce qui! Pur nella consapevolezza di non rappresentare, al pari di Ilva, un caso nazionale, certi però che lei comprenda quanto sia angosciante ritrovarsi, dalla sera alla mattina, “in mezzo ad una strada”, vittime di una proprietà miope ed avventata, siamo con la presente a chiederle un suo intervento, capace di restituire futuro a Valtur ed ai propri ex dipendenti”.

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