City break, prodotto sensibile

E’ prassi con il rientro dalle vacanze estive alleviare l’ansia con la programmazione di weekend autunnali e viaggi brevi, ormai un prodotto consolidato in agenzia di viaggi nonché sulle Ota. Per alcuni mercati come quello inglese, di grandi viaggiatori, si tratta di pacchetti ampiamente commercializzati dai tour operator. C’è persino un “Barometro dei city break” che da dieci edizioni stila la lista delle destinazioni europee più convenienti, esaminandone 36.
Brilla l’Est, con Cracovia che emerge come la capitale più economica per un breve soggiorno (si considerano al massimo tre notti) con una spesa di appena 164 sterline, mentre le capitali baltiche di Vilnius (Lituania) e Riga (Lettonia) sono seconde, Varsavia e Budapest (183 sterline) a seguire. “Ma non è solo l’Europa dell’Est a dominare l’offerta dei city break – spiega Post Office Travel Money, servizio di trasferimento di denaro inglese facente capo alla società postale di proprietà governativa -: Atene (200 sterline) è la destinazione più competitiva dell’Ovest con, ad esempio, i costi più bassi per il cibo, mentre Lisbona (208 sterline) e Lille (in Francia al confine con il Belgio) rientrano nella Top 10”. Il barometro riferisce anche della diminuzione dei prezzi a Stoccolma, la più vantaggiosa delle capitali nordiche, dove la vita è piuttosto dispendiosa. Roma si colloca su una fascia di prezzo media, con 281 sterline, Venezia risulta costosissima con 423. Acquistato facilmente online, il weekend che spezza la routine invernale è appan-naggio delle online travel agency.
Considerati i ritardi aerei e le nuove regole sui bagagli in cabina delle low cost, si registrano incertezze sulle prenotazioni? Risponde alla domanda Lastminute.com che nel periodo settembre-novembre 2018 vede un incremento dei booking della combinazione volo più hotel pari al 60% mediamente. In particolare, Barcellona svetta a +110%, Parigi del 136%, Valencia +128%, per citare gli incrementi maggiori.
“Relativamente alle nuove destinazioni non si registrano grandi cambiamenti rispetto agli anni passati, ma facendo una comparazione tra 2017 e 2018 le destinazioni più cresciute sono Francoforte, Disneyland Paris, Firenze”, spiegano dall’azienda.
Entrando in un’agenzia di viaggi tradizionale emerge qualche sana preoccupazione, nonostante non abbia avuto problemi con le low cost bensì con i ritardi di Blue Panorama e per pacchetti acquistati da tour operator. E’ L’Ora Feliz Viaggi di Collebeato, in provincia di Brescia, a fornirci un commento. Così la titolare, Giulia Sturmann: “Dopo le problematiche dell’anno scorso ho cercato di vendere il meno possibile Ryanair preferendo easyJet, la quale in linea di massima mi dà meno pro-blemi ed è orientata al problem solving nel caso di disservizi – osserva -. Ma devo ammettere che nella maggior parte dei casi ho cercato di vendere il volo di linea, considerato che se prenotato con anticipo, costa pressappoco uguale; talvolta ho venduto un volo di linea anche con lo scalo e combinato con una low cost, spiegando al cliente il rischio a cui andava incontro nel momento in cui si fossero verificate cancellazioni o ritardi”.
Per l’autunno e l’inverno prossimi, Sturmann si dice “molto preoccupata per i disagi che possono sopraggiungere a causa di scioperi poco prevedibili e a livello europeo, con un’assistenza al passeggero che per alcuni vettori non è affatto buona; inoltre, i cambi di policy sui bagagli non aiutano, ma sono risolvibili vendendo ai clienti un imbarco prio-ritario, per evitare a priori qualsiasi problema”.
E questo, naturalmente, il manager delle vendite ancillary di Ryanair lo ha capito benissimo.  

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