Rimboccarsi le maniche

Carenze strutturali, una fiducia non del tutto ritrovata verso la stabilità del Paese, lo status di alcune strutture non in linea con gli standard di mete concorrenti. Sono alcuni dei temi critici che i t.o. mettono in luce sul Kenya.
Secondo Sabria Scaglioni, pm Kenya e Tanzania di Settemari, la principale difficoltà “è la mancanza di un aeroporto a Malindi che possa gestire i voli charter e quindi i lunghi trasferimenti da Mombasa”. Il Diamante, t.o. specializzato soprattutto sui safari, non rileva grosse problematiche, ma fa presente che “nella fascia media di prezzo alcune strutture, soprattutto quelle situate nei parchi nazionali, sono obsolete e non allineate con lo standard qualitativo che c’è nella vicina Tanzania – osserva il pm Massimo Gallo -. Inoltre, alcune strade, come quella che porta da Nairobi verso il Masai Mara sono inadeguate al flusso di traffico”. Concorda sul fronte infrastrutture Eden Viaggi. “Il principale problema è la mancanza di infrastrutture come, ad esempio, i collegamenti stradali che spesso sono carenti e non sempre nelle migliori condizioni. Queste mancanze vengono compensate da un approccio positivo da parte della popolazione locale, che il nostro cliente apprezza”, sottolinea il direttore commerciale, Angelo Cartelli. C’è chi sposta l’attenzione sul fattore fiducia, “ancora limitata verso la stabilità del Paese” e “sull’'immagine del Kenya – osserva Angelo Cangemi, pm per Kenya e Tanzania di African Explorer -, derivante da anni di focalizzazione sul prodotto charter a basso costo, svilita e percepita come destinazione povera di contenuti che non merita investimenti di tempo e danaro”. Anche per Carola Chierico, pm di Naar, il tutto verte “sulla stabilità politica e di conseguenza sulla sicurezza dei turisti”.
Il Gruppo Alpitour punta l’attenzione sulla necessità di “collaborare con i t.o. per organizzare educational in Kenya con le agenzie”.

Visti e park fee
Visti e park fee sono ancora onerosi e rappresentano un ostacolo? Un pensiero comune è che “sono onerosi e rappresentano una parte non indifferente del costo di un viaggio, sebbene in linea con i Paesi direttamente competitor”, osserva African Explorer. Secondo Naar “non sono un ostacolo in quanto inclusi nei tour”. Anche per Press Tours “non rappresentano un particolare ostacolo, sono generalmente meno cari che in altre nazioni africane”.
Attenzione però, perchè secondo Settemari “il maggiore ostacolo non è il fattore economico, ma la difficoltà di reperimento soprattutto del visto elettronico di entrata che il cliente deve procurarsi da solo online e che richiede un lungo procedimento”.

Le richieste
Cosa chiedono all’ente del Turismo gli operatori che programmano la destinazione per dare un impulso ai flussi? Incentivi economici e promozionali, più informazione. Una maggiore attività di promozione del Paese, “con un supporto costante in termini di promozione capillare su tutti i fronti a livello trade e consumer”. I t.o. fanno presente che non possono “da soli promuovere una destinazione così complessa. Abbiamo bisogno che l’ente attivi campagne marketing mirate per invogliare il cliente finale a visitare il Paese”. Più precisamente c’è chi pensa che dovrebbe essere fatto uno sforzo per comunicare che in Kenya “ad agosto, mese critico per il mercato italiano, ma non solo, si fanno dei bellissimi safari con le più elevate concentrazioni di fauna del continente. La qualità delle sistemazioni nei parchi e nelle conservancies è elevata e in grado di soddisfare il cliente più esigente”.

Il fronte voli
Com’è la situazione sul fronte voli? Per African Explorer “è buona l'accessibilità di Nairobi, meno di Mombasa che necessiterebbe qualche collegamento di linea in più”. Buona la situazione voli di linea, dice Il Diamante, “anche se è un peccato che non ci sia alcun collegamento diretto dall'Italia, visto che Kenya Airways non opera e che Alitalia, che doveva cominciare a volare da Roma su Nairobi lo scorso aprile, abbia poi rinunciato”. Eden osserva che ci sono diverse soluzioni charter “su Mombasa, oltre a voli giornalieri con i principali vettori di linea che offrono istradamenti europei o mediorientali su Mombasa e Nairobi, principali aeroporti del Paese”. Quanto a sostegni da parte del Paese per venire incontro ai posti volo invenduti sui charter, il Gruppo Alpitour afferma che c’è “una trattativa in corso tra l’ente del turismo del Kenya e Neos”.                         

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