Alitalia, spunta l’idea di convertire il prestito-ponte

Far entrare lo Stato in Alitalia attraverso la conversione del prestito-ponte da 900 milioni di euro. E’ questa l’idea lanciata dal ministro allo Sviluppo economico e Lavoro Luigi Di Maio.  "Abbiamo già un prestito ponte – ha spiegato il vicepremier – che è stato fatto ad Alitalia dal governo precedente: convertiamo una parte di quello in equity e poi tutta un’altra parte la raccogliamo sul mercato con gli attori privati. Per esempio sarebbe molto interessante riuscire a portare avanti progetti di intermodalità anche tra Ferrovie e Alitalia".

Il prestito andrebbe restituito entro la metà di dicembre ma il governo vuole far slittare – attraverso il Def – il rimborso di altri sei mesi, che sarebbero utili a stabilire il nuovo assetto proprietario "misto". "Il nostro obiettivo per Alitalia – ha spiegato Di Maio – è farla diventare una compagnia strategica per il turismo italiano, e per farlo serve un controllo pubblico ma dobbiamo anche attrarre partner privati. Sono molto fiducioso che entro fine mese si possa chiudere brillantemente anche questo dossier. Un pensiero va a tutti coloro che ci lavorano, non abbiamo nessun interesse allo spezzatino né a svenderla a chi si vuole fregare le rotte".

"Non mi risulta ci sia l'intenzione di procrastinare" una soluzione per Alitalia ma "ritardare di sei mesi una decisione che andrà presa in un senso o nell'altro aggraverebbe solo di sei mesi il problema", ha detto invece il commissario straordinario Luigi Gubitosi.

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