Il turismo del golf, attrattore per la Sardegna

Da mercato di nicchia del turismo sportivo, il golf è stato indicato come attrattore turistico con cui la Sardegna può giocare le carte della destagionalizzazione, e non solo. Insieme alla vela, o turismo nautico in un senso più ampio, entrambe le passioni dal carattere “prestigioso” sono state l’oggetto dell’ultima tappa di Sardinia Tourism Call 2 Action, il programma di formazione e comunicazione della Sardegna e di Geasar, società di gestione dell’aeroporto di Olbia. “Con 4,2 mln di golfisti in Europa (dato 2016) e 6.924 campi, il golf cresce nel 46% dei Paesi europei dove viene praticato – spiega Josep Ejarque, responsabile del piano strategico regionale sul turismo -: contiamo 82mila golfisti in più quest’anno, andando a interessare soprattutto gli Over sessantenni, ma non esclude le fasce di età più giovani. Le caratteristiche del target sono ideali per il turismo organizzato: classe sociale elevata e con redditi alti, cerca il lusso, fa parte di un golf club o di un’associazione nazionale, viag-gia in coppia o in gruppo da 2 a 8 persone”. Nella ricerca illustrata da Ejarque agli operatori sardi si evidenzia che la modalità di prenotazione utilizzata è pressoché equamente divisa fra pacchetti di t.o. specializzati e booking diretto.

Tre tipologie
di turista

Tre le tipologie del turista sul putting green: chi abbina la destinazione esotica e lontana, chi un resort di lusso, chi si accontenta di avere sole e divertimento fra Spagna, Portogallo Francia e Italia. “I trend della domanda vedono ritmi svelti di gioco con partite più veloci e al massimo nove buche – continua l’esperto -, la voglia di fare esperienze sociali, dunque creare network e incontrare nuove persone sul campo oppure trascorrere tem-po con famiglia e amici, infine il 95% dei golfisti cerca campi sostenibili e la ricerca online, come per ogni processo di acquisto, è importante fra opinioni, recensioni, consigli sui social”.
L’offerta deve tenere conto di questo, spiega Marco Berio, general manager del Pevero di Porto Cervo: “I giocatori oggi vogliono tre campi in una settimana, amano spostarsi, stare in contesti diversi durante la stessa vacanza”.
Ecco perché questo green considerato il più sfidante d’Europa, per difficoltà, dovrebbe tornare ad investire: offrire un resort al suo interno, ad esempio. Invece nacque come “accessorio” di contorno al progetto Costa Smeralda, con gli alberghi di lusso diffusi (Romazzino, Pitrizza, Cala di Volpe, Cervo Hotel), le lussuose residenze i cui proprietari sono stati i primi soci dei club, e ancora la marina con il blasonato Yachting Club che oggi accoglie tra i 600 e i 700 iscritti. Oggi il Pevero vorrebbe brillare di una luce propria, con un’offerta completa tra Spa e altre facilities che l’utenza golfistica non disdegna e trova in Marocco, o in altre parti del mon-do. Come la Sardegna potrebbe passare da una meta dove si può giocare a golf in una più propriamente detta destinazione golfistica? “Anzitutto sapere che non è il paesaggio, splendido d’accordo, a interessare questo cliente – prosegue Josep Ejarque -. Il turista del golf ha un identikit complesso. Come abbiamo già detto, il suo interesse è diversificare. Seppur l'enogastronomia e le attrattive culturali sono di suo interesse, i fattori decisionali sono fondamentalmente due: il clima e la qualità/caratteristiche dei campi. In Sardegna ci sono questi due fattori, seppur la distanza fra i green sia maggiore che nelle destinazioni competitor. Tuttavia, gli esperti riferiscono che la destinazione potrebbe crescere nel segmento con la modalità fun&golf".              
 

Tags: , ,

Potrebbe interessarti