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Gli albergatori emiliano-romagnoli sono in trepida attesa del testo della nuova legge regionale per il Distretto turistico della Costa, anche per conoscere le modalità di accesso ai finanziamenti pubblici annunciati durante la tre giorni dedicata al turismo e alla promozione del territorio nell’ottobre scorso. Essa, infatti, porta con sé una proposta che prevede 40 milioni di euro per il biennio 2019-2020: 20 milioni per sostenere la realizzazione da parte dei Comuni di progetti di riqualificazione, rigenerazione urbana e quindi valorizzazione delle località costiere (più avanti si legga sui piani “Waterfront”). Altri 20 milioni sono invece previsti dal nuovo Fondo rotativo per la ristrutturazione delle strutture ricettive, quali alberghi e campeggi. Risorse, queste ultime, che potrebbero essere estese anche agli stabilimenti balneari, ma solo dopo che sarà stato sciolto il nodo delle concessioni, così come attualmente regolate dalla direttiva europea Bolkestein.

“Abbiamo chiesto sia previsto un investimento minimo da 100mila euro a un milione per riuscire ad aumentare la qualità degli interventi possibili, il nostro obiettivo è realizzare un vero cambiamento”, spiega il presidente di Federalberghi Emilia Romagna, Alessandro Giorgetti.

La tranche di ventidue milioni del biennio 2016 e 2017 aveva prodotto una sessantina di interventi “per un buon 20-30% riferibile a ristrutturazioni totali cui si sono aggiunti quelli più piccoli, come miglioramenti generici, compresi efficientamenti energetici e antisismici, anche attività di digitalizzazione”.

Iniziative queste che Federalberghi ritiene fondamentali perché esprimono “il segnale tecnico di fiducia nel comparto alberghiero, a sostegno delle destinazioni”, che per proprio conto stanno mostrando uno slancio di creatività nel rifarsi il look. E’ il caso di Rimini, Riccione, Bellaria Igea Marina  e Milano Marittima con i rispettivi progetti di totale rivisitazione del cosiddetto “waterfront”, terminologia internazionale che intende conferire prestigio alle opere di restyling degli antichi lungomare, perlopiù adibiti ad arterie stradali di traffico. Via le automobili e trasformazione in spazi urbani ricchi di verde con camminamenti lignei, nuovo lighting design e percorsi ciclo-pedonali: queste le prime caratteristiche conosciute, che trasformerebbero i lunghi viali tra gli alberghi e la spiaggia. Ci sono molti dettagli tecnici rilevanti da definire, ad esempio il fatto che gli edifici compresi nelle aree del Distretto turistico di Costa possono avere deroghe edilizie particolari. “I progetti clou dei waterfront di Rimini, Riccione, Bellaria Igea Marina  e  Milano Marittima dovrebbero rientrare nel Distretto di Costa – osserva Giorgetti – e potrebbero essere contemplati dei partner privati nei due progetti, ma ancora nulla è dato per certo”. Nel frattempo, la Giunta della Regione sta lavorando su un altro accordo con Cassa Depositi e Prestiti, sempre al fine di sostenere gli alberghi che vogliono modernizzare strutture e servizi.

L’infrastruttura di hospitality emiliano-romagnola è prima in Italia per numero di unità con 4mila300 esercizi alberghieri per 288mila letti, cui si devono aggiungere 11mila339 unità extra alberghiere. “Il 40% della parte strettamente alberghiera possiamo ritenerla in linea per competitività, ma migliorabile, il 20% è in ordine, infine il restante 40% è certamente da sistemare per potere essere concorrenziale tutto l’anno”, aggiunge il Presidente. Il problema sono le norme come la cubatura delle stanze, ci sono ancora camere con cubature minime che possono trovarsi non in linea con le richieste del mercato. Con l’evento fieristico più importante “Sigef”, dedicato alla gelateria e alla pasticceria, in gennaio a Rimini, “il sistema di accoglienza lamenta qualche défaillance”.

Non resta che attendere la pubblicazione del testo di legge, annunciato entro la fine del 2018 mentre i primi bandi all'inizio del 2019. Da parte di Federalberghi viene anche la richiesta di “consolidamento del debito”, cioè la possibilità di ristrutturare il debito attivo per partire con la nuova tranche di richieste di fondi. Da tenere conto che gli immobili hanno subito un notevole abbattimento del valore. Di certo il nuovo regolamento è di più complessa scrittura anche perché vorrebbe contenere le precisazioni sulle proprietà demaniali delle spiagge, che attualmente non potendo garantire continuità aziendale  essendo sul Demanio, non possono accedere ai finanziamenti pubblici.