Due temi innovativi per le terme dell’Emilia Romagna

Vanno oltre le solite proposte di wellness, cura e riabilitazione. I 24 stabilimenti termali dell'Emilia Romagna, riuniti sotto il coordinamento del Coter (il consorzio che li riunisce) e del suo presidente Lino Gilioli, introducono temi innovativi per promuovere la cura delle acque.

"In sostanza – spiega il presidente – vogliamo rispondere alla nuova frontiera del welfare aziendale proponendo le nostre proposte di soggiorno e cura alle imprese. Altro tema interessante e che stiamo cavalcando – aggiunge – è quello della fibromialgia, una malattia di cui si sente poco parlare ma che sta registrando una progressione di casi. Per questo problema abbiamo studiato una serie di pacchetti che stanno dando esiti positivi nelle cure".

In una presentazione a Torino, alla presenza di oltre 50 buyer, Lino Gilioli ha fatto il punto sul business termale in Emilia Romagna: "I dati 2018 dell'Osservatorio del termalismo e turismo della salute dell'Emilia Romagna elaborati dal Coter – annuncia – registrano circa 278mila arrivi (di cui il 58% donne e 42% uomini). Di questi arrivi, circa 210mila per cure termali, oltre 55mila per trattamenti benessere e oltre 13mila per la riabilitazione". C'è anche una quota rilevante di bambini sotto i 12 anni – 18mila – che hanno usufruito delle cure termali.

"Il fatturato complessivo del settore nel 2017 – sostiene Gilioli – è stato pari a 80 milioni di euro, indotto escluso, con 2.500 adetti. Includendo l'indotto si arriva a 630 milioni". Due le proprietà delle acque in regione: quelle salsobromoiodiche e ipertoniche ottime per i problemi di mal di schiena e i dolori articolari, e le acque termali sulfuree adatte alle patologie dell'apparato respiratorio. L'offerta regionale abbina il soggiorno alle terme alle altre carte vincenti del territorio: enogastronomia, centri culturali, siti Unesco, parchi a tema e naturalistici, eventi e festival. l.d.

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