La capacità globale aumenta dell’8%

Secondo una fonte autorevole come la testata specializzata Cruise Industry News, il 2019 sarà un anno record per il numero di nuove navi e per il conseguente aumento della capacità (posti letto a bordo) offerta – aumenterà di 42.488 letti. +7,5% della capacità disponibile, contro un aumento di 34.000 letti nel 2018 – oltre che per tante novità e il grande sviluppo della tecnologia di bordo.
Nel 2019 debutteranno 24 nuove navi, un valore mai toccato in passato, portando così il totale a 272 imbarcazioni in tutto il mondo; tra le consegne di rispetto la Costa Smeralda di Costa Crociere (5.224 passeggeri) e la Msc Grandiosa (5.000 passeggeri); due Gulliver a confronto di una nave Lilliput come la Magellan Explorer di Antartica21 (100 pax).
Quattro compagnie nel 2019 prenderanno in consegna 2 navi ciascuna: Msc (Msc Grandiosa e Msc Bellissima); Costa Crociere ( Costa Venezia e Costa Smeralda); Hapag-Lloyd (Hanseatic Nature e Hanseatic Inspiration), e la francese Ponant (due navi Explorer class da 180 ospiti).  Come crescita della capacità, si rinnova il duello Msc e Costa, che aumenteranno rispettivamente di 9.388 e 9.120 letti nel 2019.

L’exploit delle spedizioni
A contribuire alla crescita, forse per la prima volta in maniera spiccata, è il segmento spedizioni/esplorazioni, di cui faranno parte 12 delle 24 navi complessivamente in consegna quest’anno, confermando la crescita già registrata nel 2018: il segmento è guidato da Hapag-Lloyd Cruises la cui capacità aumenterà di 460 letti. Anche la risposta della domanda è esaltante come quella dell’offerta di vacanza in mare. Secondo le previsioni della Clia Cruise Line International Association, che rappresenta quasi tutte le compagnie mondiali, sono 30 milioni i passeggeri stimati nel 2019, in linea con il trend positivo in corso da anni, in aumento del 6% rispetto ai 28,2 milioni registrati complessivamente nel 2018. Il settore delle crociere conferma di avere ancora prospettive immense e le tendenze in atto riflettono una profonda rivoluzione, con un mix tra la voglia dei viaggiatori di avere sempre nuove ed uniche esperienze e le innovazioni più svariate portate dalle compagnie.
Grazie anche a questi confortanti numeri, dopo la flessione dello scorso anno, circola di nuovo ottimismo fra gli operatori dell'industria crocieristica nazionale.
Il termometro segnava temperatura elevata all'Italian Cruise Day, evento organizzato  a fine 2018 da Risposte Turismo, ormai riferimento di settore, lo scorso anno svoltosi a Trieste (e nel 2019 a Cagliari).

I numeri dei porti italiani
Il numero di passeggeri nei porti italiani nel 2018 ha recuperato il calo registrato nel 2017, mentre per il 2019 le previsioni parlano di un record storico per l'Italia, che così andrà a ripagare i circa 200 milioni di euro di investimenti programmati nel triennio 2019-2021 nelle 49 stazioni marittime di tutta Italia, operate da 22 diversi soggetti giuridici.
A trainare la crescita saranno le nuove grandi unità da crociera che visiteranno l’Italia; ma un ruolo fondamentale stanno rivestendo anche i grandi porti, con una programmazione sviluppata in base alle reali possibilità, nel tentativo di superare i limiti strutturali delle banchine e dei servizi a terra.
Il prossimo anno, secondo le proiezioni basate sulle informazioni fornite dai 34 porti attraverso cui passa il 98% di tutto il traffico nazionale, la movimentazione complessiva dovrebbe raggiungere 11,85 milioni di crocieristi, per un incremento del 6,8% sul 2018, costituendo un record storico per il nostro Paese.
Civitavecchia conferma la sua leadership nazionale con 2,56 milioni di crocieristi previsti nel 2019 (+4,5% sul 2018), seguita dalla solita Venezia (alle prese col  transito ed approdo delle grandi navi nei suoi luoghi storici) che dovrebbe movimentare 1,49 milioni di crocieristi, sostanzialmente stabile (+1,4%). Al terzo posto dovrebbe salire Genova grazie al costante rafforzamento della presenza di Msc e del ritorno di Costa, con la cifra record di 1,35 milioni di crocieristi (+32%), tale da  superare la medaglia di bronzo degli ultimi anni Napoli, destinata a scendere al quarto posto con 1,23 milioni (+12,6%); seguono i porti di Savona e Livorno.
La Liguria – Genova, Savona e La Spezia – avrà 3 milioni di crocieristi complessivi co-me prima regione. Il consuntivo 2018 ha registrato movimentazioni complessive di circa 11 milioni di crocieristi (+9,1%), un aumento che compensa il calo registrato l’anno prima.
Tutti gli operatori del settore mostrano fiducia e ottimismo in un futuro che ha potenzialità di sviluppo avendo un fattore di penetrazione basso in termini assoluti, ma che per crescere necessita di investimenti infrastrutturali importanti, migliori connessioni con le aree retroportuali, di banchine attrezzate ad accogliere le navi più ingombranti di nuova generazione e maggiore attenzione da parte delle istituzioni nazionali. I traffici in ottica mediterranea confermano il buon andamento degli ultimi 10 anni (tra 2008 e 2017 i volumi sono cresciuti del 18,3%); il traffico di crocieristi nei porti aderenti all’associazione dei porti del Mediterraneo MedCruise durante il 2018 è aumentato da 25,9 a 27 milioni di passeggeri.

La classifica
Guardando ai primi 10 porti, che insieme hanno movimentato 14,7 milioni di crocieristi, solo i primi tre – Barcellona (2,7 milioni), Civitavecchia e Baleari  – hanno volumi superiori ai 2 milioni.
Marsiglia arriva al 4° posto, Venezia è al 5°, il Pireo raggiunge il 6° posto (-3,5%); seguono Tenerife (Canarie), Napoli, Genova e Savona a chiudere la top 10.
In prospettiva futura, resta ancora un rebus la Cina. Coi numeri demografici che può vantare, in linea teorica sarebbe destinata a diventare il più grande mercato del mondo; ma le crociere sembrano faticare ad attecchire, malgrado la spinta propulsiva dei grandi gruppi globali – sia Carnival, direttamente e tramite Costa, che Royal Caribbean hanno intrapreso iniziative in solitari o in joint venture con soggetti locali a tracciare la via lungo la quale guidare lo sviluppo del settore; ma la parabola evolutiva cinese sembra ancora lungi dallo spiccare il volo in maniera decisa, nonostante l’adattamento del prodotto ai gusti autoctoni. Il 2019 è visto come periodo di riadattamento che darà ai funzionari cinesi il tempo di lavorare sulle politiche e lo sviluppo portuale, salutando anche l’arrivo di un primo brand dedicato al mercato cinese alimentato sia da navi acquistate dalle potenze occidentali che da una coppia di navi costruite in Cina, su input del design e dell’ingegneria italiani, viatico ad una intera classe di nuove navi.      

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