Federalberghi Roma: “L’Osservatorio è una delle cose che funzionano”

Un'edizione di successo dell'Albergatore Day che porterà il prossimo anno la manifestazione al Centro Congressi La Nuvola di Roma per avere spazi più ampi per workshop e convegni. Temi principali di questo 2019 la shadow economy, i pagamenti con le carte di credito, le food experience.

Giuseppe Roscioli, presidente Federalberghi Roma, affronta con le istituzioni il tema del sommerso valutando una media di oltre 35.000 presenze non registrate al giorno, che portano ad un'evasione di tassa di soggiorno stimabile in 40 milioni annui.

"Manchiamo in questo modo l'obiettivo del turismo di qualità è sicuramente non vogliamo diventare una città dormitorio". Chiediamo al presidente cosa pensa dei dati diffusi da Cnn che vedono Roma scivolare al diciassettesimo posto nella classifica mondiale, in forte contrasto con quelli emanati dal Comune di Roma. "Il sistema di rilevamento dei dati è un problema, ma l'Osservatorio Turistico su Roma è una delle cose che funzionano perfettamente in questa città, perché non è elaborato su base Istat, ma sul numero reale delle persone che alloggiano nelle strutture alberghiere; certo, Roma ha i suoi 15 milioni di turisti che sono pochi rispetto ad alcune realtà, come New York, ma sono il doppio rispetto a città come Milano. Inoltre – prosegue -, sono enormemente superiori i turisti che arrivano a Roma, ma se non sono registrati non possiamo conteggiarli”.

Sconfortante il quadro del dibattito in cui si confrontavano assessore regionale e comunale, rilevando ognuno impossibilità ad agire per omissioni amministrative o legislative altrui. La questione affitti brevi è infatti di competenza nazionale, ma se si parla di affitti turistici è materia regionale, mentre i controlli e le sanzioni ricadono sul Comune.

“Se riconosciamo che il turismo è un settore economico con 10 punti di Pil, e quindi non lo accostiamo a un altro ministero, potrebbe iniziare un processo di revisione della dispersione amministrativa”, afferma Roscioli.

Non sembra infine troppo contento della Polizia Turistica che dovrebbe entrare in gioco nel 2019 a Roma, come annunciato dall’assessore al turismo, Carlo Cafarotti. “Le parole ‘Polizia turistica’ non mi piacciono molto, mi mettono un po’ i brividi, mi fanno pensare alla seconda guerra mondiale, però sarebbe utile un nucleo specializzato nel controllo e nell’assistenza in una decina di strade e piazze sovraffollate di Roma, in luoghi dove sarebbe utile la presenza di una polizia riconoscibile, con una fascia sulla manica con indicazione della lingua che parla, (magari russo o cinese) possa far sentire in sicurezza i nostri turisti. Quello che occorre a noi albergatori – specifica – è piuttosto un’operazione investigativa rispetto a tutti coloro che operano nel ricettivo in maniera non trasparente”.

A questo scopo Federalberghi ha regalato alle istituzioni un software che incrocia i dati delle presenze con le offerte di posti letto nel web da cui emerge il differenziale potenzialmente abusivo. “Uno strumento rimasto inutilizzato credo. Abbiamo realizzato anche un sito www.turismoillegale.com in cui convergono le segnalazioni dei cittadini, proprio perché per i romani il turista deve essere visto come una risorsa, non come un disturbo”. l.s.
 

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