Valtur, l’acceleratore dei fratelli Pagliara

Svelato il piano industriale con i nomi delle destinazioni e dei villaggi che entrano nella programmazione Valtur per l’estate, il trade ora attende di conoscere i dettagli della politica commerciale che sarà svelata nei prossimi giorni in occasione della Bit a Milano.
“Abbiamo un obiettivo al terzo anno di raggiungere i 100 milioni di euro di fatturato con il brand Valtur”, ha annunciato l’amministratore delegato di Rg Holding, Giuseppe Pagliara.
La programmazione Valtur sarà composta nel 2019 da dieci villaggi e resort in sette destinazioni, ma già nel catalogo estivo saranno presenti sette villaggi in cinque destinazioni.
“Altre dieci strutture sono in fase di valutazione e quattro destinazioni saranno aggiunte all’elenco”, aggiunge l’amministratore delegato.

Il programma estivo
L’estate è ufficialmente partita il 23 gennaio (in realtà era sta-to già incamerato in precedenza un buon portafoglio ordini grazie ai gruppi, ndr) con due villaggi in Italia, l’Otium Resort in Calabria e la Baia dei Pini in Sardegna, in Tunisia il Djerba Golf Resort & Spa (proprietà di Jalel Hebara), mentre in Egitto il portafoglio prodotto prevede il Reef Oasis Blue Bay (ex Ventaglio) a Sharm e il Sentido Oriental Dream a Marsa Alam. In Turchia il brand conta l’ex Valtur di Bodrum e alle Maldive il resort Fushifaru. Il trade sarà fondamentale nella commercializzazione del prodotto, come lo ha definito Pietro Aversa, presidente della holding, “la cinghia di trasmissione di Nicolaus”. “L’azienda si sta dotando di un progetto digitale che porterà ad una commercializzazione b2b2c  e che coinvolgerà direttamente le agenzie”, sottolinea Roberto Pagliara, presidente di Nicolaus. Attualmente la rete di vendita, pur se potenziata, è unica per Nicolaus e Valtur e il club per le agenzie fidelizzate resta Diamond, ma non sono esclusi cambiamenti con il nuovo piano commerciale.

Il progetto
Raccontando le fasi dell’acquisizione e il modello di business adottato per il rilancio di Valtur, Giuseppe Pagliara precisa: “Non dobbiamo rincorrere nessuno, gli obiettivi di sostenibilità che hanno caratterizzato Nicolaus in questi anni, valgono anche per Valtur”. Dai 28 milioni del 2013 agli 85 del 2018, l’azienda pugliese ha conosciuto un incremento medio annuo del 30%, che non è andato a discapito dei servizi, come sottolinea l'a.d. e che ora, con l’avvento di Valtur, porterà il tour operator Nicolaus a fatturare “senza trucchi” 190 milioni di euro (+223% sul 2018) come obiettivo per il 2021.
Il board dell’azienda ha preteso per il progetto di rilancio della new entry una metodologia che producesse un format frutto di un mix di tradizione e innovazione.
Niente spazio all’improvvisazione, quindi, ma un metodo scientifico che mettesse insieme creatività e rigore. “Dai punti cardine del dna Valtur è stata costruita la personalità di marca che si è tradotta in una serie di punti di forza del prodotto che sono: la libertà di scelta, la ricchezza dell’esperienza e uno stile unico”, spiega Sara Prontera, responsabile marketing operativo di Nicolaus.
Ad affiancare la proprietà nel rilancio del brand, due manager di grande esperienza come Pietro Aversa, presidente di Rg Holding, un passato in Alpitour, Alitalia, come cofondatore di Opodo e vicepresidente Iata a Ginevra, e Paolo Lobascio, che ha seguito la strategia di posizionamento e proviene da esperienze in gruppi come Johnson&Johnson, Unilever, Alitalia e ha contribuito a lanciare società come Omnitel e Wind.
Un piano industriale che, nelle intenzioni della proprietà, doveva essere fin da subito “sostenibile finanziariamente” e servire come acceleratore per l’intero gruppo.
L’entusiasmo sembra aver contagiato tutta la squadra, che sente tuttavia il peso di una grande responsabilità. 

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