Cineturismo, i vantaggi del territorio

Il cineturismo porta vantaggi al territorio, ma non sempre gli amministratori dei luoghi prescelti accettano di buon grado i disagi che le troupe portano alla popolazione. Burocrazia, poca organizzazione, selezione di progetti, modalità di promozione in attesa dei futuri vantaggi: tutti elementi che possono rallentare la realizzazione di un film, sia esso per la televisione che per il cinema. Da entrambe le parti necessario definire, prima di iniziare a girare, diritti e obiettivi. Se ne è parlato in Bit durante il convegno sul Cineturismo moderato da Paola Baldacci.

“La prima film commission risale al 1997 – ha commentato Anthony Salandra, direttore operativo di Rispose Turismo -. Negli anni dal 2005 al 2019 il cineturismo è cresciuto del 4%. Le problematiche sono tutte italiane, spesso le proposte che arrivano sono solamente su trama e cast, senza un reale studio dei vantaggi che ne deriveranno o dei disagi che si riverseranno sul territorio. Non basta un oscar per far emergere una destinazione più di un'altra, se non si è convinti che 'tourism first' sia l'obiettivo primario. Il successo dei luoghi di Montalbano è quanto mai irripetibile anche alla luce di nomi di luoghi inventati, ma che sono stati ben collocati e che rappresentano la Sicilia. Montalbano rimane comunque una fake”.

Alessandro Martini, direttore Fondazione Marca Treviso, ha sottolineato che dal cineturismo realizzato nel territorio delle colline è emerso il valore del prosecco. “Non è facile fare intendere che la mancanza della cultura del territorio, non fa bene. E che alla fine i vantaggi saranno superiori ai disagi. Serve comunque da parte dei richiedenti una buona organizzazione per lo svolgimento del film e da parte degli amministratori la certezza che la notorietà del territorio porterà benefici a tutta la popolazione in termine di immagine”.

Silvio Maselli, assessore alla cultura e turismo del Comune di Bari è convinto che una produzione televisiva o cinematografica può esaltare il territorio. “In Puglia ci sono state 349 produzioni televisive in 7 anni e mezzo. Le produzioni scelgono i luoghi anche grazie alla luce e alla facilitazione dell'accessibilità delle stesse città. Se sono disposte a sacrificarsi con strade e piazze bloccate il ritorno ci sarà sicuramente. La fama della Puglia è andata fuori confini. Oggi numerose masserie sono diventate location di lusso, specializzate anche nell'organizzazione di matrimoni anche per l'estero. Il mercato indiano è tra i primi che si rivolge alle strutture pugliesi per l'organizzazione delle cerimonie nunziali”. a.to. 

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