Due leve nello sviluppo di Starhotel

Una gestione oculata, attenta,  e poi un gran numero di investimenti. Sono le ragioni della crescita di fatturato da parte di Starhotels, la catena alberghiera che fa capo alla famiglia Fabri. E’ il suo managing director, Enzo Casati, a parlare dei buoni risultati finanziari conseguiti nel 2018.
“Abbiamo registrato una crescita tra il 4 e il 7% e un risultato in termini di Ebitda soddisfacente, tra il 25 e il 26% nel periodo dal 2014 al 2018, con un incremento di fatturato del 30-35%”, sostiene il manager. Negli ultimi anni la catena ha acquisito sette nuovi hotel, precisamente nel lasso di tempo che va sempre dal 2014 al 2018. “La maggior parte degli hotel gestiti è di proprietà – dichiara Casati – ma abbiamo anche dato il via allo sviluppo con gestioni di alberghi terzi. Usiamo le due leve per espanderci – prosegue il manager – e contiamo 200 milioni di euro di investimenti per acquisizioni e ristrutturazioni”.
La catena attualmente ha 29 hotel con 4100 camere tra upscale e 4 stelle. Di questi, 12 complessi sono ricompresi nella fascia upper upscale e luxury, con un  47% di share revenue e 52% per profittabilità. La struttura di Starhotels prevede un team dedicato per la parte operation, sales, revenue e marketing. Nella linea premium sono ricompresi 17 hotel, con un 53% di revenue e 48% di profittabilità, il cosiddetto Gop. “Assicuriamo un grande dinamismo, una peculiarità indispensabile per competere con i trend internazionali – assicura il managing director -. Uno dei challenge è poter seguire in modo dinamico il cliente, prima e dopo il soggiorno, non soltanto nel corso della sua permanenza in albergo. Gli investimenti devono portare a performance certe e i pilastri dell’ottimizzazione sono la tempestività, l’efficacia dell’organizzazione, l’interazione veloce, la vicinanza agli hotel e la professionalità, il controllo”. Casati affronta anche il tema degli investimenti in tecnologia, “che ci spinge e ci dà opportunità per il futuro. Misurare lo storico non basta – dichiara – bisogna andare sul predittivo”. Basilare poi puntare sulla formazione delle risorse: “Non veniamo da un background luxury e vogliamo imparare velocemente”.

I progetti
Tra i principali progetti previsti nel periodo 2019-2022 ci sono temi come innovazione, guest experience, ecosostenibilità. Nuove aperture e ristrutturazioni sono all’orizzonte: “Abbiamo firmato un contratto per il parco Fico, dove sorgerà un hotel da 200 camere con un concept ecologico. Deve sposare l’idea del resort tout court e sarà pronto nel primo trimestre del 2020. Sarà consumer friendly con caratteristiche che lo distinguono”. Un altro progetto riguarda poi il centro di Firenze, con la ristrutturazione dell’Helve tia & Bristol, la cui apertura è prevista ad aprile-maggio e sarà caratterizzato da un’attenzione spasmodica ai dettagli. Tra le tendenze del futuro, Casati  fa rientrare anche il residenziale: “Apriremo delle residenze di lusso nel 2020 nel centro storico di Milano, vicino al Duomo, un progetto infrastrutturale che dia l’idea di casa, con penthouse – o meglio luxury residences – da 150 metri quadri”.                           

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