Hotel manager, la certificazione

Si chiama European general manager certification e, come dice il nome, è la certificazione delle competenze dell’hotel manager voluta da Ehma, la European Hotel Managers Association che ad oggi riunisce circa 400 associati e, in particolare, 89 in Italia.
Il certificato non si rivolge a chi vuole entrare nel mondo del lavoro, ma a chi ha già ricoperto o ricopre il ruolo di direttore di albergo. “Grazie ad essa – ha spiegato durante un evento in Bit Palmiro Noschese, managing director Italy Meliá Hotels International e consigliere Confindustria Aica – il general manager gode di una rafforzata fiducia da parte dei clienti, si pregia di un elemento distintivo che lo differenzia dalla concorrenza, espande il proprio mercato e promuove la propria immagine”.
Ma a cosa serve certificarsi? Sono differenti i motivi: riconfermare ogni 5 anni le proprie competenze, favorire la crescita dei general manager del domani, avere una professionalità internazionalmente riconosciuta e contribuire alla crescita della piazza in cui si opera. “Il turismo è un settore strategico – ha commentato Noschese -, però ci devono essere i professionisti. Si tratta di un’iniziativa che è partita dall’associazione. Ne hanno bisogno soprattutto i giovani, vista la competizio-ne esistente a livello europeo”. La procedura di certificazione prevede l’analisi del curriculum del candidato, seguita da un doppio esame, scritto e orale, che dura circa tre ore.
Il costo, chiediamo? “Di 350 euro – risponde il manager – e di 600 per chi non è associato a Ehma”. L’associazione, precisa Noschese, non fa formazione, si appoggia a Losanna Hospitality. Ma gli obiettivi non si limitano al ruolo dell’hotel manager e sono ambiziosi: “La nostra aspirazione è certificare tutta la filiera – rivela Noschese -. Quella del general manager è il punto di partenza per certificare le altre professioni”.                         

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