I Viaggi del Delfino e lo spazio sul mercato

I Viaggi del Delfino investe su Piter, il sistema di preventivazione per le adv, “incrementando in termini di xml i fornitori collegati per Australia e Pacifico, Messico, Polinesia Francese e un ulteriore inventario per gli Stati Uniti – racconta Ivana Di Stasio, managing director de I Viaggi del Delfino -. Il vantaggio per le adv, che possono farsi il preventivo online, è che il sistema calcola l’itinerario complessivo volo+servizio a terra in una sola operazione, quando si inserisce la tratta. Con un click è in grado di dare l’itinerario finito, in genere gli altri sistemi ragionano su una doppia fase di lavorazione”. Ad oggi le adv registrate a Piter sono 900, ma la manager ci tiene a sottolineare che il sistema “non è un sostitutivo del lavoro del booking, ma un valore aggiunto, serve per quelle adv che sono un po’ più pratiche, ma l’itinerario viene sempre controllato dal booking, che dà la conferma finale”. C’è da dire che alcune adv “lavorano quasi in esclusiva con il sistema”. Sul fronte programmazione, il t.o. sta implementando i prodotti, per esempio “alle Maldive, che sono molto richieste. Per i Caraibi abbiamo fatto un accordo con una catena spagnola, Grand Palladium, che si sta approcciando al mercato italiano”. Gli Stati Uniti si confermano il core business e sono in grande crescita, “+30% sulla proiezione del 2019 in termini di conferme”. Di Stasio ha cercato di capire questo risultato ed è arrivata alla conclusione che è la somma di più fattori. “Uno è il dollaro favorevole, ma ci sono anche le feste e i ponti, la maggior offerta di voli per il Nord America in generale da parte delle compagnie storiche”, osserva la manager. C’è anche un altro aspetto da tenere in considerazione, ossia il fatto che “probabilmente tutto ciò prima non passava in adv, negli ultimi due anni c’è stata una disintermediazione sul prodotto Stati Uniti, le adv tendevano a farlo da sole, ora c’è un’inversione di tendenza lo vogliono fare con i t.o. in quanto si sono rese conto che prenotando sui vari portali non è vero che si risparmia. Quindi cercano operatori specializzati, noi lo siamo, trattiamo questo prodotto da 20 anni, partecipiamo alle fiere, anche a quelle regionali, non lavoriamo solo in xml, ma conosciamo i Dmc locali”. Tra le mete in crescita si conferma il Giappone e si nota un aumento del valore medio della pratiche, con una maggiore capacità di spesa per Oceano Indiano, Stati Uniti e Polinesia Francese.
Tra macro aggregazioni e punti vendita Che segnali sta dando il mercato a fronte delle macro aggregazioni sul fronte tour operating? “C’è un generale disorientamento, io mi sono ritagliata un mio spazio, mi sono chiesta chi voglio essere? Sono un t.o. solido, storico, riconoscibile e che dà risposte veloci alle adv”, afferma Di Stasio. La manager nota anche “un’imposizione dei prezzi di mercato quando vengono fatte operazioni di esclusiva su intere destinazioni, lasciando poco spazio  al resto degli operatori”. E le adv si lamentano di alcuni aspetti, in particolare “della difficoltà a gestire le necessità che vadano oltre le regolari procedure”. L’attuale scenario di mercato ha comportato variazioni sulla politica commerciale? No. “Il contratto è rivolto al singolo punto vendita, fatta eccezione per qualche piccolo network – spiega la manager -. In Italia ci sono 21 regioni con le loro diversità, il rapporto personale funziona tantissimo, io stessa vado ad incontrare le adv storiche”. Non solo, I Viaggi del Delfino ha investito anche in risorse e, a fronte dell’inserimento di nuove figure commerciali, ha riscontrato un aumento del numero di adv con cui lavorare. Oggi sono 1500, circa un +10%.                                       

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