Federalberghi Napoli: “L’imposta di soggiorno deve sostenere il turismo”

“Leggere le modalità di utilizzo dell’imposta di soggiorno ci ha lasciati sgomenti – esordisce il presidente di Federalberghi Napoli, Antonio Izzo -. Abbiamo chiesto la rendicontazione al Comune molte volte da quando l’imposta è stata istituita, ricevendo sempre risposte vaghe ed evasive, e ora ne comprendiamo il motivo. Guardando le singole voci ci rendiamo conto, infatti, che sotto la voce turismo viene praticamente compreso di tutto. Quello che colpisce l’attenzione è, in particolare, la spesa destinata al verde pubblico. Come se i parchi fossero di esclusivo utilizzo dei turisti e non principalmente dei cittadini. Peraltro, viene stanziata una cifra così consistente (3,5 mln di euro sui 9,2 mln complessivi incassati) a fronte della quale i risultati scadenti sono davanti agli occhi di tutti. Infatti, a prescindere dalle competenze specifiche per i singoli parchi, risulta difficile essere soddisfatti dagli investimenti realizzati, ad esempio, per il Parco Virgiliano, la Floridiana o la Villa Comunale. Da ciò emerge una presupposto istituzionale di conoscere tutto e quindi di poter agire senza ascoltare le voci di esperti del settore, senza alcuna concertazione, senza comprendere che qualcuno potrebbe avere consigli e idee per ottimizzare i costi e ottenere risultati migliori – afferma Izzo -. Vengono inviate solo convocazioni ad horas, per comunicare decisioni già prese, che spesso hanno portato ad inutili sprechi. Il turismo è una risorsa straordinaria e questo è ben noto, ma non va spremuto, va alimentato e sostenuto. L’aumento dell’imposta di soggiorno, a fronte di un utilizzo adeguato, concertato e produttivo, sarebbe anche, sotto certi versi, accettabile, se il Comune, a fronte di un precedente aumento, non avesse firmato un documento, nel marzo del 2017, nel quale si era impegnato a non aumentarla fino al 2020".

Il presidente di Federalberghi Napoli afferma: "Pacta sunt servanda (i patti vanno rispettati) dicevano i latini, ma evidentemente questo principio non vale per tutti. Come se non bastasse l’aumento è stato comunicato con una tempistica inaccettabile, una sola settimana. Nessun albergo è in grado di adeguarsi con così poco preavviso visti i contratti già sottoscritti, le camere prenotate e i programmi gestionali da aggiornare. Gli operatori sono disorientati perché l’entrata in vigore dovrebbe essere il 1° aprile, ma noi oggi (28 marzo ndr) siamo ancora in attesa di una delibera che ne ufficializzi l’efficacia. Ascoltiamo ogni giorno gli albergatori della città ed emergono i disagi e le difficoltà che sono costretti ad affrontare. Si tratta di una categoria che produce ricchezza e lavoro e quindi dovrebbe essere affiancata e sostenuta dalla nostra amministrazione, con un sano e costruttivo confronto, ma credere che questi soldi saranno investiti nel turismo, con la fresca memoria del passato, risulta realmente molto difficile”.

 

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