Crisi Alitalia, si fa avanti Toto

Nella partita per il rilancio di Alitalia scende in campo l'ennesimo giocatore. Secondo quanto riportato da La Repubblica si tratterebbe di Riccardo Toto, già amministratore di Livingston e figlio di quel Carlo, ex patron di Air One, che confluì nel 2008 nella compagnia di bandiera con il benestare di Banca Intesa consentendo, con la valutazione di 450 milioni, alla famiglia abruzzese di liberarsi del vettore oberato da 600 milioni di debiti. E Riccardo Toto rileverebbe il 30% di Alitalia.

Nel 2011 Riccardo Toto era tornato nel settore aereo rilevando la Livingston che smise di volare nel 2014 e fallì nel 2015. Adesso è pronto a fare il bis con Alitalia, con un impegno finanziario intorno ai 250 milioni di euro.

Una mossa orchestrata vicepremier e ministro Luigi Di Maio per evitare i Benetton e salvare la compagnia aerea. "Il primo contatto concreto c'è stato a fine marzo, negli Stati Uniti durante il viaggio che Luigi Di Maio ha compiuto a New York e Washington. Da quel momento il dialogo è andato sempre più avanti. E ora è a un passo dalla formalizzazione dell'intesa", ha riportato il quotidiano.

Sempre secondo Repubblica, Di Maio punterebbe quindi a chiudere il pacchetto entro martedì prossimo, data concordata con i commissari dell'azienda tricolore. Lo Stato sarebbe di fatto il socio di riferimento, in grado di mantenere il controllo. Le Ferrovie hanno già dato la disponibilità ad acquisire il 30% di Alitalia, il ministero del Tesoro entrerebbe con il 15%. L'americana Delta sarà della partita con un altro 15%. La società statunitense si sta facendo garante pure di una partecipazione di un altro soggetto industriale, i cinesi di China Eastern

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