Sardegna, il Qatar pronto ad abbandonare la Costa Smeralda

L’abbandono della Costa Smeralda, e dei progetti turistico-immobiliari ad essa legati, a causa delle difficoltà tecniche e burocratiche per la realizzazione delle nuove strutture.

Sarebbe questa l’intenzione dell’emiro del Qatar Tamim Bin Ahmed al-Thani, che avrebbe dato – secondo quanto ha riportato nei giorni scorsi Milano Finanza – incarico a Goldman Sachs di valutare gli asset detenuti nella zona, tra i quali gli hotel Romazzino, Pitrizza, Cervo e Cala di Volpe, una lunga lista di prestigiosi bar, ristoranti e negozi, la Marina di Porto Cervo, il Cantiere Porto Cervo, il Pevero Golf Club.

L’emiro sarebbe dunque pronto a vendere qualora – a causa dei limiti all’edificazione lungo le coste, con il comune di Arzachena che ha già sforato la capacità edificatoria nelle cosiddette zone F, ossia turistiche – non si sbloccassero i progetti di riqualificazione previsti nei progetti di Qatar Holding sin dall’acquisto (nel 2012 e per 600 milioni di euro) degli asset dalla Colony Capital di Tom Barrack.

Secondo quanto scrive la stampa isolana, il fondo sovrano del Qatar si sarebbe accontentato di ridurre le volumetrie dei nuovi cantieri da 1,5 milioni di metri cubi a 300mila metri cubi di cemento. Ma per il momento è tutto fermo, a partire dal piano urbanistico comunale di Arzachena: da qui, quindi, il coinvolgimento di Goldman Sachs – da parte dell'emiro – per la valutazione degli asset per un’eventuale vendita.

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