Case vacanza, un settore che “fa girare” l’economia

Nel 2018 il business legato alle case vacanza ha generato un fatturato pari a 2,9 miliardi di euro, di cui poco meno di un miliardo legato alle sole spese di affitto. Lo dice il secondo Barometro sull’affitto di case per vacanza in Italia realizzato da HomeAway®, parte di Expedia group, e Ciset, Centro internazionale sull’economia turistica fondato da Università Ca’ Foscari di Venezia e Regione Veneto. “In Italia il mercato degli affitti turistici è in crescita costante, uno dei più attivi in Europa, sia per l’offerta che per la domanda grazie alla diffusione di piattaforme e siti web specializzati in affitti”, ha sottolineato Valeria Minghetti, chief senior researcher di Ciset. In generale, emerge che gli italiani sembrano disposti a viaggiare di più: l’87% della popolazione ha infatti potuto godere di una vacanza lunga, superiore alle quattro notti, in aumento rispetto a quanto registrato nel 2018 sul periodo aprile 2016-2018. Ottimistiche anche le previsioni per il 2019, anno in cui l’89% degli italiani ha in programma almeno un soggiorno fuori casa tra aprile e dicembre. Di questi, il 43% opterà per una località dove sia garantita un’offerta di case vacanza, altrimenti cambierà destinazione.

Il Barometro ha anche delineato precisi segmenti di viaggiatori: gli “alternativi”, ovvero chi utilizza sia case per vacanza che hotel, e gli “esclusivisti”, che includono sia coloro che utilizzano solo case per vacanza sia coloro che utilizzano solo hotel.

Gli alternativi sono turisti fluidi – soprattutto giovani (il 40% ha meno 34 anni) e adulti (il 23% tra 35-44 anni) – che scelgono sia l’hotel che la casa vacanza, il che conferma la complementarietà di queste due soluzioni di alloggio, e hanno una maggiore propensione al viaggio, pensato per rilassarsi, divertirsi e per conoscere nuovi luoghi. E con il 47% delle preferenze le località balneari sono le destinazioni preferite, seguite dalle città d’arte (22%) e dalla montagna (11%). Amano stare in appartamento (52%), ma non disdegnano la casa indipendente/villetta (25%). Le piattaforme online specializzate in affitti turistici sono il principale canale di informazione e prenotazione (37%) per i turisti alternativi , seguite da Ota e portali di destinazioni turistiche, che registrano rispettivamente il 32% e il 30% delle preferenze. Il passaparola tradizionale è ancora scelto dal 29% degli intervistati, mentre il 13% è un repeater, ovvero sceglie sempre lo stesso alloggio. Grande margine di crescita per i canali più tradizionali, come agenzie viaggi (8%) e agenzie immobiliari (7%), quest’ultime potrebbero inoltre sfruttare la maggiore e più profonda conoscenza del territorio.

Scelgono soggiornare solo in case per vacanza e sono per la maggior parte adulti o maturi (il 47% ha più di 45 anni) e risiedono in prevalenza al Nord (57%). Sono i turisti “esclusivisti”, che prediligono una vacanza tradizionale, al mare per il 45% e in montagna per il 14%. Amano viaggiare in famiglia (42%) o in gruppi numerosi (15%) e in gruppo di amici (13%). Mentre per la prenotazione utilizzano sia le piattaforme specializzate in affitti brevi (32%) sia le Ota e altri intermediari (30%). Diverse invece sono le abitudini di chi sceglie solo l’hotel: il target di riferimento ha un’età media più elevata (il 51% ha più di 45 anni) e risiede un po’ in tutta Italia, con una maggiore concentrazione al Centro. Viaggiano soprattutto in coppia (44%) o in famiglia (27%) e optano per una tipologia di vacanza più eterogenea: il 39% sceglie di soggiornare in città d’arte, mentre il 32% va al mare. Le cosiddette “bed banks” (i portali specializzati nella prenotazione di camere) sono il tool di riferimento per il 50% degli intervistati, seguiti dai portali delle località turistiche (27%).s.p.

Tags: ,

Potrebbe interessarti