Aeroviaggi: “I t.o. devono controllare il prodotto”

La sua formula è quella della proprietà delle strutture, non ha dubbi in merito Antonio Mangia, presidente di Aeroviaggi. Una scelta che trova maggiormente profittevole e il tempo gli ha dato ragione visto che "da 30 anni lavoriamo così – afferma a Guida Viaggi -. Dopo 15-20 anni bisogna investire nella proprietà, certo è una visione non condivisa da tutti, ma noi la vediamo in questo modo". 

Cosa vuol dire fare il t.o. oggi? "Vuol dire avere il prodotto e controllarlo – afferma Mangia -. Deve essere dell'operatore, cosi come il know how, non avere un allotment di 20 camere. E' inutile fare degli sforzi sul fronte charter per poi avere un'offerta che è alla portata di tutti", ammonisce il manager.

Dal canto suo Mangia ha scelto la formula del villaggio turistico, ma ha fatto anche una scelta molto precisa in merito ai mercati su cui puntare, privilegiando quello francese ed italiano, il che vuol dire un bacino di utenza di 130 milioni tra Italia e Francia "e ci concentriamo su questo per fare economia di scala".

Certo si è detto il controllo del prodotto, ma non basta solo questo. Tra gli ingredienti per una buona riuscita servono anche "abilità a livello amministrativo, commerciale, in termini di organizzazione del lavoro, bisogna avere un controllo di gestione rigoroso".

Per quanto riguarda il canale agenziale è stato stretto un accordo in Francia con la realtà distributiva Tourcom, che conta 5-6mila adv, "vendono su Internet il nostro prodotto. In Italia lavoriamo con tutte le adv, ma preferiamo fare accordi con network", fa sapere il manager. Sono circa 5mila i punti vendita che lavorano con Aeroviaggi. s.v.

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