Preatoni e il business della nuda proprietà

Nuova avventura per Ernesto Preatoni: con il figlio Roberto ha creato Preatoni Nuda Proprietà, realtà che punta su una nuova concezione del contratto in virtù del quale chi acquista un immobile, non ottiene anche il diritto al godimento, dato che il venditore ne conserve l’usufrutto fino a che resta in vita. I Preatoni, scrive Repubblica, hanno investito 15 milioni di euro "con l’obiettivo di acquistare appartamenti, liquidando nel giro di pochi giorni i venditori (mentre oggi esiste solo l’intermediazione tra le parti ad opera delle agenzie immobiliari). Lo stesso appartamento viene poi reimmesso sul mercato a beneficio di investitori interessati a diversificare il proprio portafoglio".

“Attualmente le compravendite di nuda proprietà si attestano intorno a quota 26 mila all’anno, ma la nostra convinzione è che il mercato sia pronto a esplodere negli anni a venire”, ha affermato Ernesto Preatoni. Motivando questa posizione, riporta il quotdiano, con il fatto che “per la prima volta viene offerto a chi vuole vendere liquidità immediata, un’innovazione fondamentale per chi ha necessità o quanto meno voglia di monetizzare subito”. La differenza tra l'offerta pronto-cassa e i valori di mercato va a costituire il margine operativo della Preatoni Nuda Proprietà. “Investiamo soldi nostri, ma ci apriamo anche a investitori privati, ai quali offriamo un’asset class alternativa liquida, superando così quello che tradizionalmente è un limite del mattone".

La società, una volta costituito il proprio portafoglio di immobili, lo metterà sul mercato retail. "Gli investitori potranno comprare una o più nude proprietà con la possibilità di rivenderle all’azienda in qualsiasi momento – spiega La Repubblica – senza dover necessariamente attendere il decesso dell’usufruttuario con un meccanismo che prevede il rimborso dell'importo pagato aumentato da una plusvalenza in funzione degli anni di detenzione della nuda proprietà". La formula di acquisto prevede anche una formula kasko che protegge gli investitori da eventuali da costi imprevisti – come quelli legati all’eventuale copertura delle spese di manutenzione straordinaria dell’immobile –, normalmente in capo al nudo proprietario.

 

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