Fiavet Nazionale: “Aprire un dialogo tra le parti”

“I costi di apertura pratica? La questione si trascina ormai da tanti anni. Ed è bene avviare quanto prima tavoli congiunti prima di dover arrivare al legislatore”. A dirlo è Ivana Jelinic, presidente di Fiavet Nazionale, che sul tema dell’incremento sulle quote applicate ai pacchetti turistici in agenzia viaggi, ha sottolineato anche come queste possano, in alcuni casi, incidere “pesantemente” sugli importi, soprattutto se si tratta di pratiche legate al mare Italia.
“Le assicurazioni di base certamente sono obbligatorie per legge e quelle non si discutono. Il problema restano i viaggi su destinazioni mare Italia. Perché se per i viaggi all’estero il cliente sembra essere più propenso ad accettarle, nel caso dell’Italia sono cifre che pesano sul preventivo, che magari non comporta nemmeno una cifra elevata. L’agente di viaggi fatica a spiegarlo al cliente e fargli accettare queste spese, che oltretutto non sono nemmeno commissionabili. Alcuni tour operator chiedono fino a 90 euro. Troppi”, ha precisato Jelinic.

Problema doppio
Un problema doppio, quindi, quello legato ai costi di apertura pratica, sia per l’agente che si trova a dover giustificare tali importi e, talvolta, anche a veder sfumare una vendita, che per il cliente finale, che vede lievitare il preventivo con spese accessorie. “E quando arriva in struttura è costretto anche a sottoscrivere tessere club per poter accedere ai servizi”.
Certo, i tour operator fanno cassa nei fatturati, come hanno dichiarato anche alcuni agenti intervistati, ma bisogna iniziare a interrogarsi sul tema. “Se qualcosa non viene regolamentato entro breve, bisogna aprire una riflessione in proposito. Perché il rischio è che alcune tipologie di prodotto calino di rendimento. Mi auguro quindi un avvio tempestivo di tavoli congiunti per segnalare e discutere su questo tipo di criticità. Il tutto, prima di arrivare al legislatore. Sottolineo, trovo legittima la quota di iscrizione perché riconosce il lavoro svolto, ma spero ci sia un’apertura al dialogo da parte dei tour operator, magari con soluzioni a  prezzo finito, commercialmente sostituibili in tal senso. Anche se – ha concluso Jelinic – non sono molto ottimista in proposito”.      

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