Birondi: “Abbiamo creato l’hotel brandizzato Jump”

L’avventura di Jump è partita lo scorso maggio, un periodo dell'anno in cui "è più complesso avere per sé l'attenzione delle agenzie", osserva Ezio Birondi, a.d. di Settemari, ma nonostante ciò "l'esordio è stato molto positivo – commenta il manager a Guida Viaggi -. Il feedback e la curiosità che abbiamo generato ci hanno sorpresi, anche se nei mesi precedenti avevamo lavorato assiduamente per integrare la nuova realtà di Jump a quelle esistenti di Settemari ed Amo il Mondo, creando così tre realtà sinergiche e complementari pronte a rispondere ad ogni esigenza di mercato". Il t.o. lancia un nuovo modo di stare sul mercato, come è stato detto, ed interpreta una esigenza del canale agenziale. Come si è espressa la sua filosofia e come si è concretizzata in termini di programmazione lo abbiamo chiesto al manager nell'intervista a seguire. Ecco quanto è emerso.

Gv: Quali mete si stanno distinguendo in fatto di richieste?
"Dovendo scegliere ci siamo concentrati sul corto e medio raggio, in particolare Grecia, Baleari ed Egitto sono oggi le mete di maggior successo per Jump".

Gv: State pensando ad ampliare il portfolio?
"Abbiamo le idee molto chiare sul futuro di Jump, quindi la risposta è assolutamente sì".

Gv: C’è il Mare Italia nei vostri progetti?
"Grazie anche alla collaborazione con Uhc – società di gestione del Gruppo Uvet –  ci stiamo muovendo per creare un prodotto ad hoc per Jump sull'estate 2020".

Gv. Il t.o. di casa Uvet presidia il mercato generalista in xml, mettendo assieme la “flessibilità del dinamico, la velocità xml e la competenza del tour operator”. Tutto ciò come si è concretizzato in termini di programmazione?
"Il t.o. all'interno del generalista è un forte consolidatore ed un grandissimo valore aggiunto per l'adv; in termini di programmazione, abbiamo creato l'hotel brandizzato Jump nelle destinazioni più prenotate, ovvero le più gettonate nel mondo delle bedbank, abbiamo analizzato la storicità di tantissime destinazioni ed i flussi di prenotazioni per varie tipologie di fattori, durata vacanza, booking window, tipologia struttura, ecc.. il tutto legato anche al time table delle compagnie aeree Iata e lowcost. In questo modo si è concretizzato con la creazione di prodotti selezionati oggi brandizzati Jump che rispondono a due caratteristiche fondamentali: top destination e strutture top seller".

Gv: Quali scelte avete fatto sul fronte delle strutture?
"Abbiamo unito la nostra visione del turismo a delle opportunità e alla storicità di alcuni prodotti per il mercato agenziale. All'interno di Jump trova collocazione anche un prodotto rivolto ai millennial".

Gv: Qual è il cliente tipo di Jump?
"Un cliente che predilige la dinamicità dell'offerta, ma vuole essere accudito dalle mani esperte di un'agenzia di viaggi e dalla competenza e know how del tour operator".

Gv: Le adv hanno compreso ed apprezzato questo nuovo modo di stare sul mercato? Cosa mancava loro?
"I riscontri ottenuti ci dicono di sì. Jump oggi si distingue perchè è in grado di ascoltare e raccogliere le esigenze di un mercato in continua evoluzione, ma mette al primo posto un dialogo sempre aperto e costruttivo con le proprie agenzie di viaggio. Jump è un percorso, sinonimo di tecnologia, prodotto, competitività e redditività, è un'azienda giovane, ma con un'esperienza alle spalle di oltre 50 anni. Cosa mancava loro? Un tour operator che sapesse ascoltare non solo le esigenze del mercato, ma anche l'esigenze dei nostri colleghi agenti, parlare la stessa lingua ed essere quotidianamente in prima linea con il cliente insieme a loro".

Gv: Quanti codici avete aperto ad oggi (quante sono adv Uvet e quante no)?
"1500 codici, di cui metà extra Uvet".

Gv: A vostro avviso che direzione ha preso il mercato oggi? dove sta andando?
"Il mercato oggi ha bisogno di un player che offra un supporto tecnologico in grado di restituire all'agente di viaggio risposte sempre più customizzate, ma al tempo stesso precise e veloci. Jump è una delle soluzioni più complete, la prima azienda in assoluto in Italia, ad avere adottato una tecnologia che può aiutare l'adv a fare anche quell'attività di marketing verso il consumatore, autonomamente e con efficacia". s.v.

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