Il Mar Rosso è ancora la destinazione delle famiglie italiane

È stato il tam tam che ha animato i mesi primaverili, ovvero la ripresa del Mar Rosso in controtendenza rispetto alla contrazione del Mediterraneo, mare Italia compreso. Un trend confermato dalle buone performance registrate a Pasqua e nei lunghi ponti che sono seguiti. “C’è stato addirittura un incremento del 5% in termini di passeggeri – afferma Ramon Parisi, direttore commerciale Domina Travel Srl –  e un overbooking previsto ad agosto nel nostro Coral Bay di Sharm El Sheikh, che sfiora circa il 10%. In ogni caso, le vendite, dopo il picco di primavera, hanno comunque subito una leggera flessione, attestandosi in linea con quelle dello scorso anno”.

E proprio sulla rinnovata fiducia nella destinazione Parisi ammonisce gli operatori: “In molti hanno operato in modo confusionario, congestionando il Mar Rosso con un numero eccessivo di voli, poi cancellati per la mancata vendita di posti. Così il mercato si è riempito di super offerte, prezzi bassi che hanno creato una percezione low cost della destinazione. Addirittura ci sono 24 voli da Napoli verso Sharm, nemmeno negli anni del boom erano così tanti”. E segnala anche il collegamento con Trapani, poi cancellato. Insomma, per Parisi le previsioni si sono dimostrate troppo ottimistiche rispetto alla reale domanda.

Ma chi sono gli italiani che oggi scelgono di partire per il Mar Rosso? “Il nostro Coral Bay è gettonato da famiglie, molte anche con bambini. Offriamo un prodotto nel prodotto, la struttura dispone al suo interno di tutto ciò che si può chiedere a una meta turistica: servizi, come animazione e reparto escursioni, ma anche supermercato, ristoranti, appartamenti. Senza contare i due chilometri di spiaggia, ideali per i bambini. Nel mese di agosto prevediamo di ospitare 5mila persone al Coral, il 95% delle quali clientela italiana”. E Parisi conferma l’andamento positivo anche nei mesi di spalla, “in ottobre, ad esempio, ospiteremo 500 sub, 300 in più rispetto allo scorso anno, attratti dalla comodità di accesso all’imbarco immediato del nostro diving center con proprio pontile privato”.

E mentre i grandi gruppi turistici come Thomas Cook e Alpitour hanno creato un proprio marketplace per rispondere a un mercato tanto dinamico quanto volubile, Domina sposa un approccio più fluido, con una metodologia che sia multi market. “Oggi si è costretti a cambiare, a modularsi. Con il risultato di dover pensare di approcciarsi anche direttamente al cliente finale e a una ridistribuzione delle agenzie. È una evoluzione del mercato, dobbiamo essere più professionali e ragionare sui numeri”. Per quanto riguarda lo sviluppo di Domina, Parisi accenna a una visione imprenditoriale che comprenda anche l’implementazione dell’offerta alberghiera a Sharm, “c’è poi interesse nel mercato anglofono e tedesco. Infine, attendiamo che si deferisca il discorso politico in Russia, dove Preatoni ha molti investimenti, sia immobiliari che alberghieri”, conclude Parisi. s.p.

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