Alitalia, l’incertezza svuota le casse

Mentre i commissari, secondo un’anticipazione di Adnkronos, chiedono la proroga della cassa integrazione per sei mesi (dal 24 settembre 2019 al 23 marzo 2020) per circa 1200 dipendenti, sul futuro di Alitalia ancora non c’è chiarezza e Kenny Jacobs, chief marketing officer di Ryanair, smentisce il possibile coinvolgimento del vettore irlandese sottolineando il non interesse al modello della compagnia italiana.

Dopo lo stand by a seguito del tracollo del governo giallo-verde, in attesa del nuovo esecutivo Ferrovie dello Stato, Delta Air Lines e Atlantia avrebbero comunque raggiunto un’intesa preliminare sul piano industriale ma la distribuzione delle poltrone non sembra al momento questione di lana caprina.
In base a quanto riportato dal Corriere, “le casse di Alitalia non reggerebbero oltre dicembre senza ulteriore iniezione di liquidità” e “l’intesa di massima non potrà essere confermata prima dell’incontro dei tre amministratori delegati Gianfranco Battisti per Fs, Ed Bastian per Delta, Giovanni Castellucci per Atlantia”. Riguardo quest’ultima, la faccenda è ulteriormente complicata dal nodo non ancora sciolto, e non certo di poco conto, delle concessioni autostradali.

Nel frattempo è slittato anche l’incontro inizialmente fissato per fine agosto ad Altanta tra i potenziali membri della cordata. La caduta del governo ha congelato l’appuntamento e rinvierebbe, di conseguenza, la data di presentazione dell’offerta vincolante al ministero dello Sviluppo economico, nella migliore delle ipotesi, alla fine di settembre. Tra le questioni ancora in sospeso ci sarebbero l’accordo sui servizi a terra e l’attualissima nuova joint venture transatlantica, che vede ovviamente Delta primo attore.
Il tempo è tiranno e nel caso la proposta vincolante slittasse oltre fine settembre Alitalia avrebbe poi bisogno di un ulteriore prestito.

 

Tags: , , , ,

Potrebbe interessarti