Alitalia, almeno un mese di proroga per l’offerta vincolante

Almeno un mese in più per presentare l'offerta vincolante e definitiva per l'acquisto delle attività di Alitalia dai commissari. E' il termine su cui si sta ragionando in vista della prooroga del termine che era stato fissato per il 15 settembre per l'offerta del consorzio tra Fs, Delta, ministero dell'Economia e Atlantia. Permangono infatti punti di divergenza e il confronto è in stallo, anche se tutti i soggetti coinvolti hanno una determinazione a raggiungere il traguardo. La crisi di governo ha rallentato le trattative; il nuovo ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri (Pd) dovrà firmare l'ingresso dello Stato in Alitalia, così come il nuovo ministro dello Sviluppo, Stefano Patuanelli (M5S) dovrà autorizzare un'operazione già caldeggiata da Luigi di Maio.

Diverse questioni rimangono sul tavolo; la prima, spiega Il Sole 24 Ore, quella delle rotte transatlantiche e dell’accesso di Alitalia al mercato nord americano. "Oltre alle discussioni tra i potenziali soci, sono in fase avanzata di discussione accordi commerciali sottostanti negoziati da Delta con i commissari e la dirigenza di Alitalia che, ad avviso di alcune fonti industriali, limitano la possibilità della compagnia di accedere al mercato Usa rispetto alla precedente joint venture transatlantica a quattro fra Delta, Air France-Klm e Alitalia – afferma il quotidiano -. Questa joint venture è stata sostituita da un nuovo accordo a quattro, detto 'Blue Skies', in cui Alitalia non c’è. Al suo posto c’è la britannica Virgin Atlantic, di cui Delta ha il 49% e Air France il 39 per cento. L’operazione 'Blue Skies' ha avuto il via libera preliminare del dipartimento dei Trasporti americano il 2 agosto scorso – rammenta Il Sole 24 Ore -. Secondo questa autorizzazione, sottoposta a pubblica consultazione fra i partner e gli oppositori (tra cui c’è la compagnia americana concorrente Jet Blue), entro sei mesi da quando l’intesa avrà avuto il via libera definitivo cesserà di avere validità il precedente accordo tra Delta e Alitalia, che è tuttora in vigore. Delta intende far rientrare Alitalia nell’alleanza con un nuovo accordo, un testo riservato, già negoziato con Roma per più di un anno. Il testo è stato solo siglato con le iniziali da rappresentanti di Alitalia, non ancora firmato. Nel nuovo assetto prefigurato Alitalia sarebbe partner di secondo livello ('associated' partner), come Aeromexico. Questo assetto, lamentano piloti e assistenti di volo di Alitalia di Anpac, Anp e Anpav riuniti nella federazione Fnta, sarebbe penalizzante per Alitalia rispetto alla situazione attuale. Delta invece ha difeso il lavoro fatto, mentre c’è chi fa notare che dietro il nuovo assetto ci sarebbe anche la mano di Air France, rivale di Alitalia e stretto partner di Delta, di cui la compagnia americana detiene il 9% del capitale".

Altro punto che deve essere risolto, quello della governance, su chi dovrà guidare la nuova compagnia. Le posizioni sarebbero ancora distanti. Nella caccia ai nuovi vertici della newco è impegnata Egon Zehnder.

Ma altra fonte di grande preoccupazione per i sindacati è quella dell'occupazione. Oggi l'Usb, che conferma lo sciopero del 23 settembre prossimo, parla di "macigno" di 2000 esuberi. L'Usb "ha quindi inviato già oggi al presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al nuovo ministro per lo Sviluppo Economico Stefano Patuanelli, la propria nota sulle condizioni che ritiene imprescindibili per il reale rilancio di Alitalia e la salvaguardia occupazionale: lo sviluppo della flotta di lungo raggio, l'accesso finora negato alle rotte translatlantiche, il mantenimento del perimetro aziendale, la reinternalizzazione delle attività a partire dalle manutenzioni e la decimazione degli appalti e delle consulenze".

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