Ryanair non molla e aspetta i Boeing

In un'intervista a tutto campo con Guida Viaggi, Kenny Jacobs, chief marketing officer di Ryanair, ha fatto il punto dei risultati di una stagione che poteva essere penalizzata da cancellazione e ritardi dovuti ad una serie di scioperi e che, al contrario, si è risolta con una puntualità media del 90%. Da ricordare che Ryanair, come tante altre compagnie aeree, ha accusato il colpo della mancata consegna dei Boeing 737 Max, che ha ridimensionato i progetti di espansione previsti e che probabilmente costringerà la compagnia a cancellare le basi di Faro, Tenerife e Alghero. “Abbiamo in ordine 210 aeromobili del Boeing 737 Max e se tutto procederà come auspichiamo, i primi 30 aerei, a fronte dei 60 previsti, dovrebbero iniziare ad arrivare nell'inverno 2019, dopo la determinante certificazione prevista in Usa – ha rimarcato il manager -. Sicuramente lo sviluppo che avevamo previsto del 7% sarà ridotto al 3%, ma il nostro obiettivo rimane quello di crescere e di espanderci nei prossimi dieci anni. La cancellazione delle basi non significa abolire gli scali su cui operiamo, ma un ridimensionamento del volato. E' chiaro che per fare una programmazione con nuove rotte, dobbiamo avere la certezza di poter disporre degli aeromobili”.
In tema di bagagli  Sulla policy dei bagagli cambiata più volte, ma ormai definitiva, Jacobs ha confermato che la clientela ha ben percepito le regole e le opportunità che si hanno, pagando la priority. “Le nostre tariffe sono tra le più basse di sempre e anche pagando la priority, il cliente con dieci euro può portare a bordo un trolley di dimensioni più ampie di quelle di 40x50x25 del bagaglio consentito a bordo gratuitamente. Alla luce dei frequenti sondaggi, sappiamo che questa policy è giusta e non intendiamo apportare altri cambiamenti. Certamente le incomprensioni ci saranno sempre, come qualche inevitabile ritardo, ma ogni viaggiatore lo deve mettere in conto, in quanto le variabili sono sempre moltissime”. Alla domanda cosa fa Ryanair per il trade, soprattutto sulla questione gruppi, cambio nomi, per tutte quegli ostacoli che devono affrontare gli agenti di viaggio, Jacobs ha sottolineato che oggi esiste un sistema ben funzionante. “E' un dipartimento con sede a Dublino a disposizione anche del trade italiano ed è facilmente accessibile”.

La base di Orio  Orio al Serio rimane la prima base di Ryanair in Italia, quella che più di tutte ha avuto espansione con un alto numero di collegamenti. “Orio, nel suo primo anno di attività, 17 anni fa, aveva movimentato 360.000 pax. Oggi, prima base in Italia e terza per importanza in Europa, ne movimenta 11 milioni con 100 rotte e con 18 aerei basati – ha sottolineato il manager -. Ma non solo Orio, anche Bologna con 5 mln di passeggeri e 50 rotte, Pisa con 4 mln. A seguire Ciampino, Pisa, Napoli, gli scali in Sicilia e Sardegna: tutti aeroporti che fanno la loro parte con collegamenti che consentono ai passeggeri di raggiungere centinaia di città in Europa e facilitano l'Italia nella politica incoming. I clienti italiani, nella stagione estiva, hanno scelto maggiormente la Grecia con Cefalonia e Rodi, la Spagna con Fuerteventura e Tenerife, il Marocco con Fèz e Marrakech. Dall'estero la scel-ta principale è stata la Sicilia con Comiso, Trapani e Paler-mo e la Sardegna con Alghero e Cagliari. In Italia – ha concluso – vantiamo 450 rotte di cui 81 aperte nell'anno in cor-so, 67 aeromobili sul territorio e con 41,2 mln di clienti trasportati. La crescita, rispetto all'anno precedente, è stata del 6%”.   

Sulla questione gruppi, che spesso ha creato malumori nel trade, Jacobs ha assicurato che è un business in via di espansione. “Non ci saranno grosse rivoluzioni, ma sicuramente il nostro codice di comportamento varierà per supportare un settore in crescita non solo in Italia ma in tutta Europa”.  Sul futuro del trasporto aereo il manager vede nei prossimi dieci anni, l'esistenza di sole sei importanti compagnie in Europa. “Quello che cambierà le carte in tavola sarà il discorso ambientale. Vedremo quali saranno le compagnie in Europa che non solo cresceranno, ma che resteranno sul mercato. Noi ci saremo”, ha affermato Jacobs.                             

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