Abu Dhabi piace agli italiani. E non solo

Una tavola rotonda di MartedìTurismo by GuidaViaggi realizzata in sinergia con Dct Abu Dhabi ha recentemente posto l’accento sulla grande potenzialità della destinazione in termini di Mice e l’estate appena trascorsa conferma il forte appeal della destinazione anche sul mercato italiano leisure. Ne abbiamo parlato con Dora Paradies, country manager Italy & Italian Speaking Switzerland Dct Abu Dhabi a margine di un incontro presso Gattinoni, storico partner della destinazione.

Gv: Ci può dare un primo bilancio dell’estate appena trascorsa?

“Il trend registrato da inizio anno fino a giugno vede a livello internazionale raggiungere i 2,5 milioni di hotel guest con un incremento del 3,5% rispetto al 2018. Il mercato italiano registra quasi 28mila hotel guest e una media di soggiorno di 4.1 notti. In estate ha contribuito la campagna stopover gratuito di Etihad Airways, che permette di soggiornare gratuitamente ad Abu Dhabi per due notti, grazie alla prenotazione di un volo multicity via Abu Dhabi. Molto bene anche il settore crocieristico”.

Gv: Quali sono stati i mercati stranieri che hanno generato maggiore incoming?

“India, Cina e Regno Unito a livello internazionale. In Europa Regno Unito, Germania e Francia. L’Italia si colloca al quarto posto a livello europeo e al 16° a livello mondiale”.

Gv: Quali le mete più gettonate dagli italiani?

Dipende dal tipo di viaggiatore. Ci sono italiani che considerano Abu Dhabi come una capitale al pari di qualsiasi altra, dunque vogliono soddisfare la curiosità di visitare una metropoli moderna e cosmopolita, tranquilla e sofisticata concentrandosi sull’area della Corniche o Yas Island durante un long weekend o uno stopover. Altri associano Abu Dhabi alla vacanza mare durante il periodo ottobre-aprile, per cui si decidono di fermarsi più a lungo e apprezzare il relax che la capitale può offrire. In questa circostanza i luoghi preferiti sono: il mare cristallino con spiagge bianchissime principalmente a Saadiyat Island, seguita dalla spiaggia della Corniche o della nuova zona di Al Bateen. Gli connazionali amanti del turismo outdoor e attivo invece, preferiscono un viaggio itinerante e ad Abu Dhabi City uniscono sia Al Ain – la regione che rappresenta il cuore della cultura emiratina con forti costruiti tra la fine del XVIII e inizio del XIX secolo, sede di uno degli insediamenti abitati più antichi del mondo, che custodisce la suggestiva oasi di Al Ain, patrimonio dell’Unesco, che rappresenta uno spaccato degli abitanti della zona che 4mila anni fa hanno iniziato a vivere nel deserto –, sia il deserto che si può visitare ad Abu Dhabi o Al Ain, come nella regione di Al Dhafra dove si trova il Rub Al Khali (Quartiere Vuoto), per lasciarsi ispirare dalle magiche notti nel deserto contemplando le stelle oppure vivendo l’adrenalina delle dune altissime”.

Gv: Ritenete che, in agenzia, la conoscenza sulla destinazione sia sufficiente?

“Negli ultimi anni abbiamo fatto un lavoro intenso di formazione sul territorio italiano, cercando di coprire tutte le regioni e le province. Il progetto di formare circa 8.500 agenti ovviamente è ambizioso, ma speriamo presto di realizzarlo. Stiamo lavorando tanto per promuovere la destinazione e notiamo un riscontro molto positivo. Ma non ci si può fermare, la conoscenza non è mai abbastanza, poiché Abu Dhabi è una meta in continua crescita ed evoluzione, meriterebbe di essere visitata almeno ogni sei mesi. Le strutture evolvono continuamente, si moltiplicano attrazioni culturali ed eventi, nuovi hotel e ristoranti. Fortunatamente i nostri siti visitabudhabi.ae e inabudhabi.com sono fonti utili per una veloce consultazione”. p.o.

 

Tags:

Potrebbe interessarti