Francia: lo spettro dell’estate 2020

“Il mondo del turismo è cambiato dal 22 settembre scorso, giorno del fallimento di Thomas Cook in Inghilterra. Non dovremo soltanto abituarci a non vedere più Thomas Cook né Jet Tours, ma il loro fallimento coinvolgerà diversi fornitori, dagli alberghi ai vettori ai tour operator alle agenzie di viaggi”. Prendiamo in prestito da L’Echo Touristique una lettera che il giornale del trade francese ha ricevuto da François Piot, presidente del gruppo Prêt à Partir, per tornare sul tema Thomas Cook e sullo choc causato dall’evento sull’industria turistica.

“E’ impossibile sapere quali sono coloro che "cadranno", prima o poi, tanto è pesante l’impatto sulla maggior parte dei t.o. francesi – continua il manager -. La vecchia rete Havas Voyages rilevata da Neckermann è il primo cliente di tanti operatori e albergatori e molti non saranno pagati per le fatture dell’estate 2019”.

Anche per quelli che sono riusciti a farsi pagare in extremis, la stagione 2020 sarà molto complicata senza i clienti di Thomas Cook. E’ una situazione che si impone a tutti gli attori del turismo e rimetterà sul tappeto la questione dei ritardi di pagamento.

“Più ispiri fiducia, più ti faccio credito” sarà il motto ricorrente secondo il presidente Piot, che mette a confronto il modello francese rispetto a quello “oltre Reno”, per dire che lì “il cliente versa i soldi direttamente al t.o. e non transitano dal conto dei distributori. L’agenzia percepisce la sua commissione molto più tardi ed è il tour operator che gliela versa. Da noi questo è il modello del franchising , come Nouvelles Frontières”, prosegue.

E se i tour operator chiederanno ai distributori di pagare più velocemente – si chiede Piot –  quale contropartita potranno aspettarsi le agenzie? Sembra difficile poter aumentare i tassi di commissione. V2edo a questo punto sorgere una nuova difficoltà: presto i clienti ci chiederanno “Ma voi siete solidi? Posso accollarmi il rischio di versare un acconto? Posso versarlo più tardi? Il tour operator che mi avete venduto sarà ancora qui tra sei mesi? . Siamo ormai entrati nell’era della sfiducia”, sottolinea.

E conclude dicendo che con internet non si può più mentire al cliente, perché saltano fuori tutte le promesse e strategie di marketing fatte in passato e poi deluse: “La sola buona attitudine – spiega – durevole e sostenibile, è quella di essere sinceri, coerenti e riconoscere i propri errori”.

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