Remunerazioni-Caraffini: “Conta saper valutare nell’insieme il fornitore”

Il versante del tour operating che segnali sta dando sul fronte delle remunerazioni? Dal settore associativo c’è chi afferma che alcuni calcoli siano un po’ “pittoreschi”. Cosa ne pensa Luca Caraffini, a.d. di Geo Travel Network

Il manager non crede che "la commissione sia il problema. Quello che conta è la dinamica durante l’arco dell’anno e delle promozioni che rendono tutto interessante – dichiara il manager a Guida Viaggi -. Non è tanto la commissione base da catalogo, quanto far parte di un network in grado di portare a casa promozioni che completino una commissione a volte più bassa”.

Non solo, fa presente il manager, “ogni t.o. ha il suo metodo di calcolo, ma soprattutto concede una commissione diversa in base a diversi parametri, il network di appartenenza, la territorialità, il fatturato sviluppato dall'agenzia”. Il discorso però è più sottile, entra, infatti, nel merito del tipo di programmazione che ha l’operatore. “Quello che secondo me conta ancor più è saper valutare nell'insieme totale il fornitore. Avere il 30% di commissione da un t.o. che propone una destinazione esclusiva è positivo, ma non posso pensare di fare business con lui – afferma Caraffini -. Un tour operator completo, che mi offre tutte le destinazioni, che sa nel momento di una crisi di qualsiasi tipo rioffrirmi nuovi prodotti, o aprire nuovi mercati, mi dà la possibilità di offrire al cliente maggiore scelta. Anche se la commissione potrebbe sembrare più bassa alla fine è con quest'ultimo che sviluppo maggiori ricavi”, asserisce il manager. Per un approfondimento dell'argomento rimandiamo al numero 1579 di Guida Viaggi. s.v.
          

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