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Sfruttare l’intelligenza artificiale per migliorare la booking experience e consentire una maggiore personalizzazione del servizio. E’ un’idea nata dall’esigenza di colmare il gap tra hotel e Ota che Juanjo Rodriguez ha interpretato con la creazione di una società – The Hotels Network – fondata nel 2015 a San Francisco e oggi presente in 60 Paesi del mondo, che supporta le strutture ricettive nella gestione delle prenotazioni dirette. “Gli alberghi non erano in grado di competere con grandi piattaforme online, sia per la frammentazione del mercato che per lo scarso livello di tecnologia e l’inesperienza nel marketing. Per ridurre al minimo questo divario abbiamo creato una serie di strumenti che aiutano gli hotel a competere e riconquistare la quota di prenotazioni dirette che gli competono”. Una soluzione adatta a qualsiasi brand alberghiero, indipendentemente da dimensioni o risorse a disposizione.

Gv: Come funziona il progetto?
“I nostri strumenti permettono all’utente un'esperienza web più semplice, aumentando la personalizzazione e l’engagement. Si sfruttano i trend di apprendimento visivo dell'utente in modo da favorire le prenotazioni, utilizzando tecniche come smart note, confronto prezzi e analizzando le intenzioni di abbandono di una pagina web. Le opzioni di targeting avanzate, dalle date di ricerca o la durata del soggiorno alla fonte di traffico o alla posizione dell'utente, consentono agli hotel di visualizzare contenuti iper-pertinenti per ciascun utente per aumentare così i tassi di conversione”.

Gv: E l’intelligenza artificiale può concorrere a migliorare l'esperienza di prenotazione?
“Oggi grazie ai progressi dell’A.I. è possibile utilizzare le tecniche di apprendimento automatico per prevedere il comportamento dei visitatori nel sito e quindi personalizzare la loro esperienza. Oraculo, lo strumento che è stato sviluppato utilizzando l'intelligenza artificiale, può distinguere tra utenti a bassa e alta intensità, in modo che per ciascun visitatore vengano mostrati il messaggio e l'offerta ottimali. Questo trasforma l'esperienza dell'utente da qualcosa di totalmente anonimo al sentirsi accolto sul sito quasi fosse nella hall dell’hotel. Grazie alla personalizzazione gli hotel possono sedurre ciascun utente con un messaggio su misura, ispirando fiducia e convincendolo del fatto che la loro struttura è la scelta giusta”.

Gv: Può però l'uso massiccio dell’A.I. nel settore alberghiero interrompere il rapporto umano tra cliente e hotel?
“Non lo interrompe ma è complementare. Ciò è particolarmente vero durante il processo di prenotazione che, per la stragrande maggioranza dei viaggiatori, avviene online. Gli utenti apprezzano il metodo digitale per una serie di ragioni, come l'efficienza e l'impossibilità di comunicazione errata. Durante il soggiorno l’idea di esperienza è poi diversa per ognuno di noi, per alcuni non c'è modo di sostituire il fattore umano una volta entrati, mentre altri preferiscono evitare l'interazione umana, optando per il mobile check-in e il servizio in camera fornito da un robot. In entrambi i casi, l’A.I. deve concorrere a migliorare l'esperienza degli ospiti”.

Gv: Quali sono i vantaggi di un hotel che usa questa soluzione?
“Riguardano i tassi di conversione e lo snellimento del processo di prenotazione. Gli hotel possono differenziare il proprio brand, offrendo agli utenti un'esperienza ottimizzata, personalizzata in ogni fase del booking funnel. Il vantaggio principale della tecnologia sta nei risultati ottenuti. I clienti registrano un aumento medio dei tassi di conversione della prenotazione diretta del 32%, che a sua volta ha un impatto significativo sull'Adr e sulle entrate annuali”.

Gv: Quali invece i vantaggi per il cliente?
“Un'esperienza web più coinvolgente, utile e su misura. Gli hotel possono distinguersi rispetto ai competitor, migliorando per i propri ospiti l'esperienza di prenotazione”. s.p.